Il golf è uno sport che insegna a guardare lontano, ad ascoltarsi e avere pazienza. È una questione di visione, nel senso più profondo del termine.
Per Harvey e Zack Moscot, rispettivamente CEO e Chief Design Officer di Moscot, storico marchio newyorkese di eyewear, il green non è solo un luogo di svago, ma uno spazio di concentrazione e dialogo, dove il tempo rallenta e ogni dettaglio conta. Zack, handicap tre, vive il golf con lo stesso approccio che applica al design: precisione, costanza e rispetto per il gioco.
Una filosofia che ritroviamo anche nella storia del brand, nata 111 anni fa e cresciuta, generazione dopo generazione, senza mai perdere il legame con le proprie radici. Dal 1915, quando il fondatore Hyman Moscot iniziò a vendere occhiali con un carretto su Orchard Street, nel Lower East Side di Manhattan, il marchio è sempre rimasto nelle mani della famiglia Moscot, passando di padre in figlio come una staffetta ben giocata lungo il fairway.

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Li incontriamo partendo dalla loro passione per il golf, uno sport fatto di tradizione, stile e rispetto, per poi allargare lo sguardo su famiglia, design, indipendenza e futuro. Perché, come sul campo da golf, anche nel business la direzione giusta nasce sempre da una visione chiara e comune.

Moscot è sinonimo di design senza tempo. Vedete delle affinità tra il mondo del golf e la filosofia del brand?
Zack: Assolutamente sì. Il parallelismo è immediato: lento e costante. Nel golf, come nel design di Moscot, non puoi forzare le cose o prendere decisioni per motivi sbagliati. Devi restare fedele alla tua idea. Impari una nuova tecnica, sai che è quella giusta, ma all’inizio non dà i risultati sperati. È solo attraverso l’allenamento, la pazienza e la fiducia nel tuo maestro che alla fine tutto funziona davvero.

Non avete mai pensato di creare un occhiale pensato per i golfisti?
Harvey: In realtà sì, e si chiama Lemtosh Sport. È stato progettato proprio pensando al golf: le aste si adattano perfettamente dietro l’orecchio, così l’occhiale resta saldo durante lo swing. Le lenti sono polarizzate e i naselli hanno inserti in gomma, per garantire massima stabilità anche con il sudore. È pensato per il golf, ma sempre nel rispetto del nostro brand. Non mettiamo mai lo sport davanti al marchio: lo sport serve a valorizzare la montatura, mentre per noi vengono sempre prima l’azienda e poi lo sport.

A proposito del Lemtosh, uno dei vostri modelli più iconici. Qual è la sua storia?
Harvey: Lo vendiamo nei nostri negozi da prima che io nascessi. Risale alla fine degli anni ’40, inizi anni ’50. È un design classico, uno dei pilastri del nostro marchio. Il Lemtosh è uno stile iconico, presente nei negozi Moscot da sei o sette decenni. Negli anni ’50 era il modello indossato dagli scienziati ed è apparso anche nel film Oppenheimer, ambientato poco prima di quel periodo. All’epoca c’erano poche alternative: i modelli in plastica, quello che oggi chiamiamo acetato, erano limitati e questa forma, a metà tra il rotondo e lo squadrato, era perfettamente bilanciata. Proprio per questo è diventata così popolare e ha resistito nel tempo.

La vostra realtà è cresciuta lentamente, con scelte misurate, senza mai inseguire le mode. In un mondo che corre veloce, quanto è difficile restare fedeli al proprio ritmo?
Zack: È difficile ma fondamentale. Nel golf come nel business non sempre il colpo più aggressivo è quello giusto. A volte è meglio giocare di strategia, accettare un risultato meno brillante sul breve termine, ma proteggere il gioco sul lungo periodo.

Questa è la quinta generazione. Qual è il segreto per innovare senza perdere autenticità?
Innoviamo dal punto di vista del prodotto e del design, ma manteniamo sempre la nostra filosofia. Oggi più che mai le persone cercano qualcosa di autentico. La nostra esperienza nei negozi, il rapporto diretto con i clienti e la conoscenza profonda del prodotto sono fondamentali. La nostra storia non è un limite, è la nostra guida.

In 111 anni di storia avete sempre scelto di rimanere indipendenti. Perché?
Zack: Essere indipendenti è sia una sfida sia un vantaggio competitivo. Il mercato sta cambiando e anche gli ottici apprezzano sempre di più i brand indipendenti. Questo ci rende flessibili, veloci, poco burocratici. Siamo un’azienda snella, molto trasversale internamente. Certo, non abbiamo le stesse risorse dei grandi gruppi, ma questo ci costringe a trovare il nostro modo di competere.

Immagino che le opportunità non siano mancate. Cosa vi ha fatto dire “no”?
Harvey: Dire no è un po’ come nel golf, dove c’è sempre una dinamica rischio–ricompensa. Puoi prendere un ferro 4 e provare a raggiungere il green superando l’ostacolo d’acqua, oppure giocare in difesa con un lay up, accettando magari un bogey invece di un par. Nel business funziona allo stesso modo: a volte devi dire no, anche quando vorresti dire sì.

Qual è la filosofia che sta alla base di Moscot?
Harvey: Restare fedeli a noi stessi, al brand, alla nostra identità e ai valori del passato: quelli di mio padre e di mio nonno. Parliamo di 111 anni di storia. Valori come trattare le persone con correttezza, essere leali, riconoscenti, non dare nulla per scontato. Sono valori che non cambiano.

Cinque generazioni: qual è la chiave per mantenere l’integrità del brand?
Harvey: La fedeltà ai nostri valori e alla nostra filosofia. Non inseguiamo le tendenze, ma ci concentriamo sulle reali esigenze dei nostri clienti, rispondendo con l’esperienza maturata in oltre un secolo di storia. Questo ci ha permesso di evolverci senza perdere autenticità.

I vostri clienti non comprano solo occhiali, ma entrano in una storia. È questo il vero lusso contemporaneo?
Harvey: Sì, entrano in una sorta di club. Un club di persone creative, sicure di sé, con una forte identità, che hanno la fiducia di indossare una montatura Moscot, spessa, in acetato. La sfida è mantenere questo “club” pur crescendo. Vogliamo vendere più occhiali, ma senza perdere la nostra anima di nicchia.

Qual è la più grande soddisfazione del vostro lavoro?
Zack: Rimanere un’azienda familiare e continuare a fare ciò che amiamo. Quando ami ciò che fai è difficile chiamarlo lavoro. Amiamo offrire prodotti ed esperienze di alto livello ai nostri clienti ed è qualcosa che speriamo di continuare a fare per le generazioni future.

Guardando al futuro, cosa vorreste che le nuove generazioni dicessero di MOSCOT?
Zack: Che l’artigianalità è ancora eccellente. Che continuiamo a migliorarci senza mai adagiarci sulla nostra storia. Mi piace che i giovani ci scoprano, pensino “che bel brand” e poi restino sorpresi quando scoprono che abbiamo 111 anni.

Per maggiori informazioni www.moscot.com/it