Jacob Bridgeman domina il Genesis Invitational con un golf di altissimo livello e conquista il suo primo titolo in carriera. Davanti a un’imponente folla, assiepata sulla pendenza attorno al green della 18, e sotto gli occhi del padrone di casa, Tiger Woods, l’americano trionfa alla sua prima apparizione al Riviera Country Club.

Il finale, però, è stato più teso del previsto. “Mi ero immaginato di arrivare all’ultima buca con quattro colpi di vantaggio sapendo di aver già vinto”, ha raccontato Bridgeman. “Sfortunatamente avevo solo un colpo di vantaggio ed è diventato tutto molto più difficile”. Proprio per questo, però, il successo ha assunto un sapore ancora più speciale: «È molto meglio di quanto abbia mai sognato».

Emblematico anche il siparietto finale con Tiger, che sorridendo gli ha detto: “Ora ne hai uno in più di me”, sottolineando – con ironia – al fatto che il campione californiano non abbia mai vinto il Genesis.

La sofferenza per un titolo che sembrava già vinto

L’americano Jacob Bridgeman, dopo tre giri in 66 (-5), 64 (-7) e 64 (-7), si era presentato all’ultima giornata con sei colpi di vantaggio, margine che era riuscito addirittura ad aumentare a sette con ancora 12 buche da giocare.

Nel finale, però, qualcosa è cambiato. Bridgeman ha perso un po’ di brillantezza sul green proprio mentre gli inseguitori cambiavano marcia. Lo straordinario 63 di Adam Scott lo ha portato a -16 totale, mentre Kurt Kitayama (64) e Rory McIlroy (67) hanno chiuso entrambi a -17, mettendo pressione al leader.

Il bogey al par 3 della 16 ha ridotto il vantaggio a un solo colpo su Kitayama. A rendere il clima ancora più teso ci ha pensato McIlroy, compagno di gioco, con il birdie al par 5 della 17 – dove Bridgeman si è dovuto accontentare del par- e un altro birdie alla 18, impreziosito da un putt tutt’altro che semplice, che lo ha portato a una sola lunghezza dalla vetta.

Sull’ultima buca Bridgeman non si è scomposto: due colpi perfetti gli hanno lasciato un putt abbordabile per il par. La tensione, però, si è fatta sentire e il primo tentativo è rimasto corto di circa un metro. Nessun errore, invece, sul rientro: imbuca, salva il par e conquista il torneo.

McIlroy brillante, Scheffler fuori dalla Top Ten

Secondo posto a pari merito per McIlroy (66, 65, 69, 67), non impeccabile con il putter ma protagonista di un grande finale, e per Kitayama, autore di un ultimo giro in 64 colpi nonostante un bogey.

Quarto, a due colpi, Scott, capace di cinque birdie nelle ultime nove buche per chiudere in 63: il suo miglior risultato dal terzo posto a Dubai alla fine del 2024.

Giornata positiva nel weekend anche per Scottie Scheffler che, dopo aver superato il taglio venerdì imbucando un putt da oltre due metri per il par, ha girato in 66 (-5) e 65 (-6). Conclude 12° e vede interrompersi a 18 la sua serie di Top Ten consecutive.

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