Provate a chiederlo a chiunque giochi questo meraviglioso e diabolico gioco. Bastano a volte solo 24 ore, e un giro perfetto si può improvvisamente trasformare nel peggiore degli incubi.

È quello che è successo sabato a Rory McIlroy che nella terza giornata del 90esimo Masters è tornato ad affrontare i suoi peggiori fantasmi.

Un giro iniziato male e finito allo stesso modo, in pieno stile genio e sregolatezza tipico di Rory, capace di 18 buche mostruose e il giorno dopo riconvertirsi in un umano.

Partito saldamente primo a -12, il campione Masters in carica ha dovuto ricorrere a tutta la sua eccezionale capacità nel gioco corto per non crollare sotto i continui errori dal tee che lo hanno sempre costretto a giocare al recupero.

Il suo 73 finale riapre clamorosamente i giochi per la Giacca Verde anche grazie alle eccezionali prestazioni dei suoi avversari, su tutti Cameron Young. Il vincitore del Players a Sawgrass, con 65 recupera ben 8 colpi al nord irlandese e ora condivide con lui la vetta della classifica a -11.

Stesso score per il numero uno del mondo, Scottie Scheffler, che sale al settimo posto a -7. Dietro alla coppia McIlroy/Young c’è San Burns a -10 grazie al 68 di giornata, stesso score di Shane Lowry, autore di una hole in one alla buca 6, la seconda in carriera ad Augusta, che occupa ora il quarto posto solitario a -9. Quindi Justin Rose e Jason Day a -8, grazie rispettivamente a un terzo giro in 69 e 68.

Nelle ultime decisive 18 buche servirà la migliore versione di Rory per provare a entrare nuovamente nella storia del golf: diventare il quarto giocatore dopo Jack Nicklaus, Nick Faldo e Tiger Woods a vincere per due volte consecutive il Masters.

Questa la classifica al termine del terzo giro del Masters