Il 90° Masters ha preso il via ieri ancora una volta sotto il segno di Rory McIlroy. Dodici mesi dopo aver conquistato la sua prima sospiratissima Giacca Verde e ottenuto il Career Grand Slam, il nord irlandese è tornato protagonista ad Augusta, ma questa volta con uno spirito e una leggerezza diversa rispetto all’edizione scorsa.

Sarà, come ha lui stesso dichiarato, il fatto di essersi finalmente liberato di un peso che era diventato un ricorrente incubo ogni primavera dal lontano 2015, ma il McIlroy visto nelle prime 18 buche da defending champion aveva un volto diverso, e il suo gioco ne ha chiaramente risentito in meglio.

Il 67 con cui ha chiuso la prima giornata, frutto sì di qualche errore dai tee ma anche di un solo bogey alla 3 e di ben sei birdie di cui tre consecutivi dalla 13 alla 15, gli ha regalato la leadership dopo le prime 18 buche in compagnia dell’americano Sam Burns, alla quinta apparizione ad Augusta dove vanta come miglior piazzamento un 29° posto nel 2023.

Prosegue il grande momento di forma di Patrick Reed, campione Masters nel 2018 e quest’anno vincitore due volte sul DP World Tour, in testa per gran parte della giornata e poi scivolato al terzo posto con un totale di 69. Insieme a lui ci sono l’australiano Jason Day e un altro statunitense, Kurt Kitayama.

Sesto il numero uno del mondo, Scottie Scheffler, autore di un buon giro rovinato da alcune piccole imprecisioni sul putt che gli hanno negato di essere ancora più vicino alla vetta. Il due volte vincitore della Giacca Verde divide la posizione con Xander Schauffele, Justin Rose e Shane Lowry, per una parte alta del leaderboard già occupata dopo sole 18 buche da molti dei grandi favoriti della vigilia.

Ma come ha dichiarato lo stesso McIlroy, al suo secondo miglior giro d’apertura al Masters in carriera (ha fatto meglio solo nel 2011 con 65, crollando però nel giro finale con un pesantissimo 80), il cammino è appena iniziato e la strada è lunga e tortuosa.

Difficile come l’Augusta National, i cui green già al giovedì sono apparsi duri e velocissimi, mettendo più volte in seria difficoltà molti dei protagonisti.

E guardando le ottime previsioni meteo dei prossimi giorni, salvo qualche intervento dei superintendent per renderli più malleabili, c’è da giurare che diventeranno per tutti un vero e proprio incubo.

Questa la classifica completa al termine del 1° giro del Masters