Siamo giunti alla conclusione della terza edizione dello Champagne Perrier-Jouët Golf Restaurant Awards, un riconoscimento nato per celebrare il meglio della ristorazione golfistica italiana.

Il viaggio culinario, iniziato nel gennaio 2025, ha avuto la sua conclusione nella splendida cornice del Golf Club Castelconturbia, il 27 marzo scorso, in occasione della prima tappa dell’Allianz CeoClub in Tour 2026, che ha visto la speciale partecipazione di Leo Damiani, direttore spumanti e champagne di Marchesi Antinori e ‘Deus ex machina’ dell’intero progetto nato ormai tre anni fa. Tutti i vincitori sono stati premiati per la qualità dei loro ingredienti, la creatività e l’armonia dei loro piatti, abbinati alle eccellenze enologiche firmate Perrier-Jouët.

I vincitori della terza edizione

Sono stati numerosi i riconoscimenti alla ristorazione dei circoli a partire dalle tre realtà Top 10 finaliste di questa edizione: Olgiata, Le Fronde e Torino.

Paolo Mosca, ristoratore Le Fronde
Valter Castagneto, direttore del Torino La Mandria

Rapallo ha vinto la categoria “Il più votato dal pubblico” mentre al Pevero è andata la targa per la “Miglior carta dei vini”.
Il Royal Park I Roveri e il suo chef, Attilio Girello, sono stati premiati come “Miglior housekeeping”, che raggruppa dentro di sé tutta l’accoglienza, la cura dei dettagli, degli ambienti e l’attenta e impeccabile organizzazione del gruppo di lavoro.

Leo Damiani di Champagne Perrier-Jouët insieme ad Attilio Girello e Donatella Bertrand, chef e direttore del Royal Park I Roveri

Carimate, con i fratelli Marzio e Tiziano Montorfano, ha vinto il “Miglior Customer Experience”, titolo che evidenzia la grande attenzione, l’empatia e la cura che il club comasco mostra verso l’ospite, unita alla sua grande esperienza culinaria.

Tiziano e Marzio Montorfano, ristoratori di Carimate

Infine, a Igor Cervato, ristoratore di Asiago, è stata consegnata la targa come “Miglior Chef: tecnica e creatività in cucina”.

Luca Forte e Igor Cervato, rispettivamente direttore e ristoratore di Asiago

Ma non c’è concorso che si rispetti senza un vincitore assoluto che, più di tutti, ha convinto il palato con il proprio cavallo di battaglia.

E così, tutti i giocatori e partner della serata, muniti di paletta, hanno dato il proprio voto ai tre piatti super finalisti di questa terza edizione dello Champagne Perrier-Jouët Golf Restaurant Awards. Quello che doveva essere un ultimo assaggio, si è trasformato in un’esperienza indimenticabile che ha coinvolto tutti i sensi.
Ad aprire le danze il Royal Park I Roveri con il suo antipasto, un’insalata tiepida đi calamaretti, seppie e gamberi con salsa rícca đi car cíofimí, acciughe e olive taggiasche. 


Spazio al primo, i paccheri di Gragnano, gamberi rossi di “Mazzara del Vallo”, confit di pomodori, lime che portano l’inconfondibile firma di Piercarlo Zanotti, chef di GardaGolf. 


Chiudiamo la cena con il secondo dello chef di Castelconturbia Alan Tosi e il suo uovo poché fritto su spuma di Parmigiano “Vacche Rosse” e asparago “Violetto” ripassato. 

Alla fine, con pochi punti di scarto, ha trionfato Castelconturbia, che ha saputo rispondere ai criteri di valutazione in un perfetto connubio tra tradizione e innovazione culinaria.
Secondo posto per Royal Park I Roveri e terzo GardaGolf.

Tutto questo, non sarebbe stato possibile senza Perrier-Jouët, che ha dimostrato ancora una volta di essere un punto di riferimento per la qualità e l’eleganza dei suoi champagne con un premio che promette di diventare un appuntamento imperdibile per gli amanti della buona tavola e del buon vino.
L’appuntamento con tutti è per la quarta edizione. Il viaggio nella migliore cucina italiana dei golf club è già ripartita.