The Open: Tiger è tornato

Di Andrea Vercelli

A Carnoustie, l’ex numero uno ha giocato
il major britannico a distanza di tre anni.
Diceva prima del via: “Amo questo torneo, è il mio preferito,
perché serve immaginazione e grande feeling”.

L’Open Championship ha riabbraccia uno dei suoi più grandi protagonisti. Era lui l’uomo più atteso della vigilia a Carnoustie, links che per l’ottava volta nella sua storia ospita sui suoi temibili fairway il major per eccellenza, quello britannico.

Un Carnoustie che si è presenta molto diverso da quello di 11 anni fa a causa della incredibile e anomala siccità di questi ultimi mesi in Scozia. Ecco cosa ha dichiarato Tiger prima del via di una grande gara che ha confermato definitivamente il suo totale recupero e che per qualche buca lo ha visto addirittura in testa nell’ultima giornata.

“È molto diverso dall’ultima volta che abbiamo giocato qui – conferma Tiger Woods – La scelta dei bastoni e la strategia cambia parecchio anche se sarà il vento a giocare un ruolo decisivo. Per ora è assente e il poco che c’è è quello cosiddetto buono, che ti permette di giocare le buche più complicate avendolo a favore. Arrivo con ottime sensazioni, il mio fisico risponde bene, lo swing è solido e il mio gioco è molto buono. Questo è il major che preferisco in assoluto, è quello che necessita di grande immaginazione, feeling, e non solo di tecnica. Amo Carnoustie: qui ho giocato per la prima volta nel 1995 da amateur lo Scottish Open ed è sempre un piacere tornarci. Quando giochi un torneo del Grande Slam e senti di poter essere ancora in contention è una grande sensazione. Ho avuto il timore di non poterlo più fare nei mesi successivi la mia ultima operazione, ma ora essere qui e fisicamente a posto mi ha ridato il sorriso. Forse questo è il major in cui credo di aver più chance di rivincere. Qui è fondamentale la distanza, soprattutto in queste condizioni così secche, perché è quella che ti apre prospettive differenti e più abbordabili delle buche, ma non è il solo fattore determinante. La strategia e soprattutto la testa hanno molto peso. Questo è un links che ti può far male in qualsiasi momento. L’importante è mantenersi concentrati e non perdere il ritmo.”

La siccità scozzese ha contribuito a cambiare i bastoni in sacca per questo Open di molti dei protagonisti  tra cui lo stesso Tiger. “Ho deciso di mettere in gioco un ferro 2 con un loft un po’ più chiuso del mio solito, 17 gradi anziché 20. Ieri alla 18 ho giocato il ferro 3 dal tee facendo 333 yard. Credo che sia una buona opzione se, come sembra, il meteo continuerà a essere benevolo e molto poco scozzese.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA 17 luglio 2018
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