Conferenza stampa FIG sulla Ryder Cup 2022

Di Isabella Calogero

A Roma, Franco Chimenti e Paolo Montali in dettaglio
hanno spiegato perché sarebbe un enorme
errore perdere la grande occasione del 2022

Dalla pagina FB di The Bogey Blonde

Assenti il ministro Lotti e il presidente del CONI Giovanni Malagò, si è tenuta in viale Tiziano a Roma una conferenza stampa del presidente federale Franco Chimenti e del direttore generale Gianpaolo Montali sul tema Ryder Cup.
Dopo aver ribadito la propria assoluta onestà, un Chimenti pronto a rispondere a tutti i quesiti, ha ammesso di aver fatto un’enorme “cazzata” a non rispondere alle domande sul tema poste tempo fa da Il Fatto Quotidiano.
Detto questo, Chimenti ha ribadito la sua volontà di non rinunciare alla Ryder Cup, “perché – ha sostenuto – l’ho guadagnata e non ho paura, e non ho paura perché è un progetto serio ed onesto. La Ryder non ha e non avrà sperperi, perché è un’operazione condotta insieme a gente assai credibile: lo European Tour. In più, se nel Paese non si fanno operazioni di questo tipo, il Paese non avrà mai la possibilità di crescere”.
Per quanto riguarda il tema caldo dele “garanzie dello Stato”, il presidente ha spiegato che servono solo a far capire agli inglesi, partner nell’avventura romana del 2022, che “siamo credibili, perché alla fine il progetto Ryder si pagherà da solo”.
“Quelli che sento e ho sentito negli ultimi giorni – ha continuato – sono attacchi inammissibili”.
Più tecnico l’intervento di Montali che ha snocciolato i dati economici relativi alla Road to Rome 2022: “Gli 11 anni del progetto Ryder porteranno un indotto di 487 milioni di euro tra ricavi diretti e indiretti. Di questi, 83 milioni torneranno alle casse dello Stato sotto forma di materia fiscale. In più il 30% dei montepremi degli oltre 100 tornei di golf che verranno disputati nei prossimi 11 anni finiranno nell’erario statale per un valore stimato di 27 milioni di euro: il totale dei ricavi dello Stato ammonta dunque 110 milioni di euro”.
Per quanto riguarda le tanto contestate garanzie, Montali ha spiegato: “Di questi 97 milioni, 41 sono già da dimenticare perché si sta per chiudere un accordo con un advisor per i diritti commerciali e televisivi dell’evento. Mancherebbero dunque solo 56 milioni da spalmare comunque in 11 anni. Bene: verranno coperti da sponsor, percentuali su diritti tv, dall’aumento del numero dei tesserati e dall’aiuto degli enti locali”.
E adesso, visto che il termine ultimo per la presentazione delle garanzie statali scade il 13 febbraio? Montali risponde così: “Abbiamo chiesto una proroga agli inglesi al 28 febbraio, anche se per loro il 13 resta il termine ultimo. Nel frattempo il governo deve farci sapere se ci sono i tempi per fare un percorso che ci deve essere indicato dal Ministro Lotti allo scopo di adempiere ai nostri obblighi economici”.
Si resta comunque ottimisti in casa Fig, visto che “l’emendamento Turano non è stato bocciato da Grasso, il quale lo ha solo ritenuto ‘inammissibile’ all’interno del Decreto salva Risparmio. Può quindi essere ripresentato benissimo in una sede diversa ottenendo il consenso del Parlamento”.
Alla domande sul perché i 97 milioni delle garanzie siano stati inseriti in quel decreto specifico che poco ci azzeccava col golf, Montali ha risposto: “Perché c’era urgenza”.
Tutto chiaro, dunque. Ma per i golfisti lo era già da tempo. Piuttosto non è chiaro perchè decidersi a indire una conferenza stampa del genere, così dettagliata e precisa, solo ora, con un colpevole anno di ritardo. A questo punto, non resta che sperare nella pazienza degli inglesi dell’European Tour.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 09 febbraio 2017
Tags
Ultimi articoli