L’Open resterà a Monza

Di Nicola Forcignanò

Il presidente della Federgolf, Franco Chimenti, a Golf & Turismo

«Ecco il golf che ci piace». Ricordate la copertina dello scorso numero dedicata all’Open d’Italia appena concluso? E la folla che per quattro giorni ha invaso il secolare Parco di Monza trasformando la manifestazione in un successo senza precedenti? La notizia è che si replica. L’edizione 2016 del nostro più importante torneo verrà disputata ancora sullo stesso campo.

«Non posso non farla a Monza» ha dichiarato a sorpresa il presidente della Federazione italiana golf, Franco Chimenti. «La decisione è dettata dalla logica – ha spiegato -. Sono gli stessi sponsor a chiedermelo». Cosa che facilmente possiamo confermare pure noi di Golf & Turismo. Le grandi aziende che permettono l’organizzazione dell’Open, ovviamente, vogliono investire là dove l’interesse del pubblico è maggiore.

Tramonta così la candidatura dello storico campo romano dell’Olgiata a cui Chimenti aveva promesso l’Open del prossimo anno. Attenzione, però, nessun tradimento da parte della Fig. Vale lo stesso discorso: sono in realtà i soldi a decidere dove si deve disputare la gara. Un ragionamento economico semplice semplice. E questo, a quanto ci risulta, era l’argomento che preoccupava più di tutti il presidente del circolo romano, Andrea Pischiutta, che è anche importante rappresentante del consiglio federale, conscio di poter mettere ben poco sul tavolo delle trattativa.

Visto che di investimenti finanziari si parla e si è costretti a parlare, c’è quindi da chiedersi – oltre al successo di pubblico e a una collaudata organizzazione – chi e che cosa ha convinto Chimenti a replicare e tenere fermo l’Open ancora per un anno al Golf Club Milano? Noi di Golf & Turismo abbiamo provato a muovere qualche passo per non rimanere sullo scivoloso e poco serio terreno delle illazioni.

A quanto ci risulta, pare che Chimenti stia per chiudere il cerchio intorno al possibile “title sponsor” dell’Open 2016, titolo da un pò troppo tempo vacante e che ha ovviamente condizionato finora i bilanci della manifestazione. Una grandissima quanto nota azienda internazionale si sarebbe fatta avanti per aggiudicarsi l’evento e “firmarlo” con il proprio marchio. Se così sarà, il presidente della Fig potrà aggiungere al proprio elenco di successi anche questo. Sul mercato golfistico europeo – ve lo assicuriamo – la notizia farà sicuramente un grande botto.

Come non leggere in questa operazione il fermento che agita il solitamente immobile ambiente del golf italico, il quale attende con trepidazione l’8 dicembre data in cui il comitato della Ryder Cup annuncerà dove verrà giocata l’edizione del 2022. Come i nostri lettori hanno saputo per primi, Chimenti – su consiglio dell’European Tour – ha presentato la candidatura di Roma.

La notizia interessa ovviamente tutti gli appassionati di golf italiani. Ma ancora di più il mercato. Se Roma sarà – come noi ci auguriamo -, molte saranno le grandi aziende che prepareranno i propri budget per essere in prima fila negli anni che ci separeranno da quella data. Troppo importante essere presenti alla Ryder, il terzo avvenimento sportivo più seguito sul Pianeta dopo le Olimpiadi e i campionati del mondo di calcio. Troppo importante per il nostro golf che potrebbe veder gonfiare i propri introiti.

Nell’attesa di tutto questo, prepariamoci dunque all’Open del prossimo anno a Monza. Open che potrebbe dover offrire un montepremi di tre milioni di euro. Una cifra ghiotta per molti campioni internazionali. Milano e la Lombardia, c’è da scommetterci, metteranno ancora una volta il pubblico e l’entusiasmo.

Che nessuno s’offenda, ma la capitale del golf è qui.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 17 novembre 2015
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