Preparate la valigia e prendete un bel respiro di aria fresca. Oggi partiremo alla scoperta di meraviglie e differenze tra i campi da golf: Links o Parkland?

È questa la semplice domanda in cui ci imbarchiamo e, da questa, un nuovo vortice di fresche domande.

Cosa sono? Quali sono le differenze? Perché questa divisione?

Non temete il viaggio perché risponderà a tutti i vostri quesiti:

Allacciamo le cinture e partiamo!


Cosa sono i links

Anzitutto dobbiamo sapere che i campi da golf non si dividono solo in base al numero delle buche e dei servizi. Il design del percorso e la conformazione del territorio in cui nascono e vengono disegnati, sono altri indici che li categorizzano.

Riflettiamo quindi sull’origine del nome e torniamo alle antiche origini del golf.

I links, letteralmente “collegamenti”, potrebbero essere infatti definiti i naturali progenitori di tutti i percorsi di golf.

Il nome già ne descrive la principale peculiarità: una buca è adiacente all’altra e non ci sono molti fuori limite, né vegetazione a grande fusto. I fairway sono “collegati” solo da cespugli e sottili (ma ostiche) aree di rough.

L’esempio più ‘puro’ è, ovviamente “The Old Course, St Andrews, Scozia”. È in questo contesto di pascoli, kilt e cornamuse che dobbiamo pensare ai links.

Con uno sforzo immaginativo, fotografiamo il paesaggio campestre in cui il golf nasce, cresce e corre dal XVII secolo. Corre anche per via del vento e del terreno duro, asciugato dalla fredda brezza proveniente dall’attigua costa occidentale, dal Mare del Nord.

Qui, avvallamenti e dune, bunker profondi e invisibili, fitti cespugli di ginestra spinosa ed erba festuca selvaggia, dipingono il quadro. Condizioni meteorologiche imprevedibili, tra freddo, vento e pioggia, fanno da scalpello e da cornice a questo sinuoso dipinto.

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Per i veri golfisti (o highlander) il clima non è un problema: su un links, anzi, le avversità del tempo rappresentano condizioni che arricchiscono l’esperienza di gioco.

 

Giocare a golf nel vento è un po’ come scegliere dove giocare a golf d’inverno: serve passione e creatività.


Cosa sono i parkland

Allontanandoci dalle coste, la topografia e la vegetazione iniziano a cambiare: i terreni diventano più fertili perché meno carichi di salsedine. Facendo un salto in avanti nella storia del golf, noteremo altresì migliorata l’abilità dell’uomo nell’addomesticare la natura. Qui, le buche si snodano e si insinuano dolcemente tra gli alberi ad alto fusto.

Con un po’ di fantasia pensiamo a questi golf come a un ‘parco pubblico’ in stile Central Park.

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E rimaniamo sempre in America per l’esempio forse più famoso e longevo di questa tipologia: l‘Augusta National Golf Club.

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Nei parkland, l’intervento dell’uomo è palese: fairway e green curatissimi e ammorbiditi dall’abbondante irrigazione rimandano ad un luogo paradisiaco.

Ma non lasciatevi troppo addolcire dal panorama perché ostacoli d’acqua e stretti passaggi tra gli alberi vi riporteranno subito alla terrena realtà del golf.


E torniamo anche noi al golf giocato e alla terza domanda…

Quali sono le differenze nel gioco?

È presto detto: a campi diversi corrispondono strategie diverse.

Nei links:

dovremo cercare di giocare colpi bassi che possano fendere l’aria quando il vento è contrario, e colpi più alti per sfruttarlo quando è a favore. Lo swing sarà più corto e controllato. Cercheremo di evitare anche gli insidiosi bunker perché il rischio di perdere colpi è molto alto (anche per i professionisti!).

I green? Enormi! Dovremo prepararci a kilometrici putt, anche di 30 metri. Un punto a nostro favore? Qualche errore sui primi colpi potrà essere perdonato grazie alle buche ampie e disposte una accanto all’altra. Ad esempio, ci potrebbe capitare di giocare un ‘facile’ secondo colpo dal fairway di un’altra buca.

Nei parkland:

fairway stretti e molti fuori limite, i rami degli alberi entrano spesso in gioco. Buche con accentuati dogleg ci porteranno a cercare colpi in fade e draw, con i relativi rischi.

I green? Piccoli e ben difesi da bunker e ostacoli d’acqua: servirà tutta la nostra precisione nei secondi colpi.


Siete soddisfatti?


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No?! Ok, immaginavamo. Perché voi siete tra i più curiosi che si stanno domandando se…

Ci sono altri tipi di campi?

Ebbene sì, ce ne sono! Finora vi abbiamo parlato solo degli ‘archetipi’ più puri dei percorsi di golf, ma la natura è infinita nella sua varietà e, così, lo sono anche le tipologie di campi.

Vediamo un paio di questi ‘ibridi’


Cosa sono gli heathland

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Un “heathland course” è un campo da golf costruito su una brughiera: dominato da erica, ginestre e felci coloratissime. I terreni sono acidi e poveri di nutrienti, leggeri e sabbiosi.

La principale differenza tra un parkland e un heathland?  Quest’ultimo è un percorso d’entroterra, con buche più ampie, meno curato e meno alberato rispetto a un parkland.

Gli heathland tendono ad avere alberi attorno ai bordi delle buche piuttosto che nelle posizioni in cui entrano facilmente in gioco. Pini e betulle d’argento sono le specie arboree più diffuse in questi campi da golf.

Un esempio? il Walton Heath Golf Club in Inghilterra.


Cosa sono i Desert

Il nome  e l’immagine parlano da sé.

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I percorsi desert sono tra i più particolari, avventurosi e scenografici. In questi campi, è proprio il caso di dirlo, conviene non uscire dal seminato. Potreste avere incontri ravvicinati con cactus e serpenti e i colpi tra le rocce sono ad alta probabilità di rottura dei bastoni. Le temperature, poi, hanno sbalzi davvero notevoli dal giorno alla sera.

Conviene quindi un gioco prudente, chiedere qualche consiglio a un caddie locale e portarsi dietro tante, tante palline!

I campi desertici, infine, sono molto differenti l’uno dall’altro a seconda delle zone, come sono infinite le varietà di percorsi da golf nel mondo. Ed è doveroso come sempre, concludere con un esempio: Las Vegas, Nevada – Wolf Creek Golf Resort

Siete soddisfatti, ora?

Speriamo di sì! Anche perché, in caso contrario, non ci resta che consigliarvi di preparare la valigia e partire alla scoperta di tutti i meravigliosi paesaggi del golf nel mondo.