Sappiamo che alcune volte il golf può sembrare tortuoso e complicato come un cubo di Rubik, ma anche in questa Tip rimetteremo i pezzi al posto giusto, scoprendo alcune fondamentali parti della buca da golf: tee, fairway, rough e green.

Ecco l’usuale guida:

  1. Tee di partenza (battitore)
  2. Fairway
  3. Rough
  4. Green

(ostacoli d’acqua, bunker e fuori limite li vedremo in un’altra Tip, perché meritano uno spazio dedicato).


Iniziamo!


1. Tee di partenza (battitori)

Immaginiamo di essere alla nostra prima uscita sul campo. Arrivati alla buca 1 dovremo tirare il nostro primo colpo, ma da dove? Ovviamente dall’area di partenza che nel golf viene chiamata ‘Tee di partenza’.

Riconoscerete subito l’area destinata ai primi colpi perché sarà delimitata da tanti rettangoli di erba curatissima e vedrete anche un sacco di simpaticissime coppie di indicatori, chiamati ‘tee marker’.

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Ma perché tutti questi colori? Presto detto:

  • giallo e bianco indicano le partenze (standard e arretrate) destinate agli uomini;
  • blu e rosso le partenze (standard e arretrate) destinate alle donne;
  • verde e arancione le partenze avanzate di uomini e bambini under 12, e delle donne;
  • nero indica la partenza dei professionisti.

Le partenze dei professionisti saranno più arretrate rispetto a quelle degli uomini dilettanti e ancora più arretrate rispetto a quelle delle donne. 

Perché? Perché il golf, rispetto a tanti altri sport, cerca di far competere insieme tutte le persone di diversi livelli di abilità, età e genere, cercando di ‘appianare’, dove possibile, le differenze.

Ciò è possibile anche grazie ad un sistema chiamato handicap EGA, una sorta di ‘vantaggio’ che si assegna a ogni giocatore dilettante in modo da farlo competere equamente con i golfisti più esperti. Più il giocatore sarà bravo, minore sarà questo vantaggio.

I professionisti? Non hanno l’handicap (giustamente!) e giocano ‘alla pari’. Ma vedremo meglio il tutto nelle prossime GolfTips.

Ritorniamo alla nostra buca perché tra un po’ di emozione e adrenalina, entro queste porticine colorate, dobbiamo eseguire il nostro primo colpo.

Facciamo un paio di prove, miriamo bene, tiriamo e…dove sarà finita la pallina?


Qui arriviamo a un bivio:


2. Fairway

Se avremo eseguito correttamente il colpo potremo trovarci in fairway, dall’inglese, traducibile come ‘la giusta via’. Il fairway è il percorso di erba rasata e curata che conduce (gioiosamente) ogni golfista fino alla buca, sul green.

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L’erba bassa e regolare del fairway garantirà un ottimo lie (posizione) della palla sul terreno per un contatto leggero e pulito con il bastone durante ogni colpo.

Ottimale!


E se non dovessimo atterrare in fairway?


3. Rough

Sul dizionario troveremo queste possibili traduzioni del termine: rude, brusco, brutale, ispido, turbolento, agitato.

Ognuna di queste parole potrebbe tranquillamente descrivere le peripezie che si celano nel rough: colpi da dietro gli alberi, sassi, erba alta, fitti e spinosi cespugli e chi più ne ha più ne metta. Ma noi, semplicemente, diremo che

 

Dal rough ‘l’è dura!’

 

Tecnicamente i colpi dal rough sono più complessi perchè l’erba molto alta tende a nascondere e a far ‘sprofondare’ la vostra pallina. L’erba frapponendosi tra la palla ed il vostro bastone rende ‘pesante’ e meno controllabile il colpo, ed è anche più difficile trovare la palla. 

Ma il rough è molto diverso nelle varie tipologie di campi e può essere più o meno ostico. Potremmo quindi semplicemente definirlo come la parte in erba della buca non accuratamente rasata.

EasyTip: quando vedete che la pallina sta volando in direzione del rough, aguzzate bene la vista e, una volta atterrata, prendete un riferimento (albero, paletto) che vi aiuti a non perderne la posizione; altrimenti…buona ricerca!

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L’avete trovata? Ottimo!

Prendiamo nuovamente la mira e colpiamo con decisione dal rough. Con un po’ di fortuna la pallina atterrerà (finalmente) su una meravigliosa isola d’erba che pare un tappeto.


4. Green

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Siete ora sul vostro paradiso verde, il green: una macchia d’erba più brillante, tagliata al millimetro e curatissima, nel cui cuore si intravedono la bandierina e la buca.

Arrivati a questo punto non rischierete più di perdere la pallina ma il gioco non è ancora finito perché sul green dovrete farla ancora rotolare.

E qui si fa il golf!

Le varie forme e dimensioni dei green, le sinuose pendenze (più o meno accentuate), il tipo di erba usata e come viene tagliata, incidono sulla velocità di rotolamento della palla.

Può sembrare strano, ma molte delle (s)fortune di un golfista si fanno sul green. Qui, infatti, vengono realizzati quasi la metà dei colpi. Un golfista professionista in media effettua 27-28 putt per giro, ed è così che realizza score sotto par.

Ma il golf è uno sport totale e totalizzante: servirà precisione e studio in ogni parte del gioco, tra matematica e sensibilità, emozione ed immaginazione, ma alla fine insieme ai vostri compagni di gioco (e di ricerca), arriverete dove avete sempre voluto.

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