Villa d’Este: tradizione e progresso

Di Andrea Vercelli

Il circolo lariano compie 90 anni e celebra il proprio glorioso passato con un calendario ricco di eventi

Una delle perle golfistiche del nostro paese, Villa d’Este, compie novant’anni. Un anniversario speciale non solo per il circolo comasco e per i suoi soci ma per tutto il golf italiano, la cui storia è legata a doppio filo con il club di Montorfano. Sede per decenni degli Internazionali d’Italia e di ben dodici edizioni dell’Open d’Italia, sui suoi fairway sono transitati alcuni dei più grandi nomi del golf dilettantistico e professionistico mondiale, promesse diventate campioni e in alcuni casi leggende che hanno contribuito con le loro gesta ad accrescere il fascino di un circolo che ha da sempre nel suo dna uno stile e una eleganza innata. Un occhio al passato ma due, ben fissi, verso il domani; questo è il nuovo spirito che ormai da qualche anno contraddistingue la vita sociale del club comasco. Sì perché se la storia forma parte di quello che siamo, è il presente che determina quello che domani saremo.

Mettere piede a Villa d’Este è qualcosa che non lascia mai indifferenti, anche se magari quel portico all’ingresso lo si è attraversato centinaia di volte. Ma se ogni angolo della sua raffinata club house traspira storia, fascino e tradizione, l’aria che oggi avvolge il circolo è frizzante, piena di energia e vitalità, quella di un club dinamico, conscio del proprio ruolo e del suo prestigio ma anche fermamente convinto di dover stare al passo con i tempi e non più solo specchiarsi in un glorioso passato. “Non vogliamo certo lasciarci la tradizione alle spalle – chiarisce il presidente Walter Ragazzi, in carica con il proprio consiglio ormai da un paio di anni – ma è fuori di dubbio che bisogna guardare avanti, al futuro di questo circolo, e farlo con gli occhi dei tempi che stiamo vivendo. Oggi un club di golf deve necessariamente essere gestito come un’impresa. A Villa d’Este, dove la tradizione è una parte importante del nostro dna, la qualità dei servizi è e deve continuare a essere un elemento determinante e irrinunciabile, ma c’è bisogno di una gestione oculata, al passo con i tempi che viviamo dal punto di vista economico, e che parallelamente guardi ai giovani, lavorando nello sviluppo di una nuova compagine sociale, quella che permetterà al circolo altri novant’anni di vita e di successi”.

I giovani quindi al centro ma non solo, l’aspetto turistico e la valorizzazione del territorio sono un altro degli aspetti fondamentali su cui punta Villa d’Este: “C’è bisogno di un’apertura turistica, di far conoscere la bellezza di questo campo e del suo territorio circostante. Siamo consci di non avere quella vocazione turistica tipica di altri club però vogliamo cambiare la tendenza e presentarci sempre più con un’immagine ‘open’. Abbiamo trasformato le dormie house di una volta in raffinate unità abitative, The Lodge, stiamo puntando su un discorso di gemellaggi con strutture che hanno la stessa nostra vocazione come il Golf Club Milano, intensificato gli accordi con circoli nazionali e valutando l’apertura a quelli internazionali. Questa è la nuova strada, dobbiamo comunicare, fornire un’immagine nuova, farci conoscere anche nelle scuole, essere propositivi. In un momento di difficoltà del golf italiano non dobbiamo riempirci di parole ma darci da fare e in questo senso Villa d’Este è in prima linea. L’obiettivo è quello di rinvigorire il senso di appartenenza al club, puntare sulla qualità dei servizi e sui giovani e trasmettere a chi ancora non lo conosce la bellezza di questo sport attraverso il nostro circolo”.

Segno dei tempi che cambiano, a conferma che tradizione e rinnovamento possono tranquillamente andare a braccetto. “Gli anni del celebre cartello ‘No dogs – no kids’ è ormai un lontanissimo ricordo – prosegue Andrea Contigiani, direttore del circolo – Già dal precedente consiglio e ancora di più con quello in carica l’attenzione ai più piccoli è decisamente aumentata al punto tale che oggi possiamo vantare una ottantina di ragazzi che fanno parte del nostro ‘Club dei Giovani’. Alla Green Golf Academy, la scuola gestita da Alessandro Frigerio, figlio del compianto Giancarlo, maestro storico di Villa d’Este, è stato chiesto di vivacizzare, di modernizzare, di cambiare completamente il modo di affrontare i corsi ragazzi. Cadiuvati da un altro storico maestro del club, Giovanni Ciprandi, e da quest’anno anche da Francesco Milan, si organizzano clinic, schede personali, fitting e differenti attività a seconda dell’età. Il sabato e la domenica, giornate in cui in passato i bambini non potevano neanche vedere la club house, sono ora previste lezioni collettive a partire dai 6 fino ai 12 anni. L’aspetto più importante è che si tratta di un corso aperto a chiunque, non più quindi solo a figli di soci. Siamo andati a presentarci nelle scuole di Como, di Montorfano e Albese con Cassano, invitando i ragazzi a venirci a trovare e provare; alcuni hanno risposto, altri no ma il passaparola tra i genitori e i ragazzini sta avendo grande successo. Oggi ben 35 bambini under 12 stanno frequentando i nostri corsi junior e non hanno genitori che giocano. Stiamo quindi vivendo una trasformazione epocale a Villa d’Este; ora sono i più piccoli a portare i genitori ad avvicinarsi al golf. Stiamo facendo parecchie associazioni partendo proprio dai bambini che s’innamorano del gioco, poi i genitori accompagnandoli scoprono un ambiente sano e divertente e alla fine si associano per condividere con i figli la loro passione. Il costo dei pacchetti junior è contenuto, comprende cinque mesi di corso più le merende e l’abbigliamento, un vero e proprio investimento del circolo nei loro confronti. Abbiamo inoltre creato anche una quota dedicata ai genitori per chi non ha ancora l’handicap. A tutti i soci under 18 infine proponiamo attività giovanile con lezioni collettive e individuali a seconda di come si comportano sul campo e dei loro risultati. Lunedì la squadra pre-agonistica, mercoledì quella agonistica, venerdì quella super agonistica, sempre tutti divisi per capacità di gioco, seguiti sia dai nostri maestri che da kiniesologi e da mental coach con l’obiettivo di creare atleti completi”.

Il processo di rinnovamento del club passa anche attraverso nuove iniziative per coinvolgere i soci, andando incontro soprattutto alle esigenze di quelli che hanno figli piccoli. “Abbiamo organizzato un servizio di babysitteraggio durante le cene sociali – continua Contigani – In sala tivù vengono coinvolti i bambini in attività varie e il patio interno viene allestito con giochi a loro dedicati. In questo modo favoriamo il pieno coinvolgimento di tutti, grandi e piccini, è il circolo viene vissuto come una vera e propria seconda casa”.

Tradizione e rinnovamento si riabbracciano ancora una volta anche quando parliamo del campo. Sì perché se il genio architettonico di Peter Gannon ha sfornato un gioiello golfistico senza tempo di rara bellezza al punto tale da non richiedere nel corso degli anni grandi variazioni, la sua manutenzione ha invece seguito un processo di continuo ammodernamento, sempre al passo con i tempi e nel pieno rispetto dell’ambiente circostante.

Non è quindi un caso che Villa d’Este sia stato premiato nel 2011 dalla Federgolf con il riconoscimento “Impegnati nel Verde” nella categoria ‘Acqua’, risultando oggi uno dei campi a 18 buche con il più basso consumo in Italia, e nel 2015 con la prestigiosa certificazione internazionale ambientale GEO, riconoscimento ottenuto da soli altri sette circoli italiani. Il segreto del suo successo? La grande passione di un team di lavoro che quotidianamente si spinge ben oltre le proprie ordinarie mansioni, semplicemente per amore di un circolo magico, capace di entrare nel cuore e difficilmente di lasciarlo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 01 giugno 2016
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