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Modena : quando si gioca e si mangia bene

Di Fulvio Golob

Il nostro inviato Valerio Staffelli è tornato in Emilia per testare il campo sede dell’Open d’Italia del 1993. Prova superata a pieni voti tra accoglienza, campo e servizi, con una nota di merito speciale per le prelibatezze della sua cucina.

Ehilà amici golfisti, come la va? Io un po’ attapirato… Eh sì, perché questo è l’ultimo numero di G&T per questa stagione e io sono già con le pantofole di fronte al camino con questo freddo… Non ci credete? Fate bene! Mi sto apparecchiando per l’altro sport a cui sono appassionato, lo sci!

L’ultima volta abbiamo fatto visita al Salsomaggiore Golf & Thermae e saranno stati i salumi e le prelibatezze emiliane, ma io sono voluto tornare in questa terra per valutare un altro circolo della zona, il Modena Golf & Country Club, che esiste dal 1987, inoltre sede della 50esima edizione dell’Open d’Italia.

Iniziamo con il come raggiungerlo: da Milano Autostrada del Sole e potete uscire sia a Modena Sud (direzione Abetone/Maranello). Oppure Modena Nord, tangenziale per Sassuolo e uscita 18 (Maranello, Formigine e Abetone). Ancora una manciata di chilometri e sarete all’ampio parcheggio del circolo.

La prima cosa testata? L’accoglienza, bravi. E bravo è stato anche il personale, davvero cordiale e preparato anche con il mio “gancio”.
Tappa al pro shop, ben fornito, e poi via al ristorante. Eh sì, questa volta prima il piacere e poi il dovere, data l’ora di arrivo. L’ho fatto per voi… e anche per me! Altrimenti non avremmo avuto modo di raccontarvi il loro operato.
La sala ha una bella bella esposizione che ti consente di vedere il campo da entrambe le angolazioni. Siamo stati accolti da un simpatico oste che ci ha illustrato, fra le altre cose, anche una buona scelta di vini. Quanto ai piatti le nostre papille sono state deliziate da salumi locali, da deliziosi tortelli di zucca (con due condimenti diversi) e una sfilata di dolci, uno più buono dell’altro. Oh ora sì che rotolerò, ehm giocherò, sul campo! Ed era giunta l’ora di andare a vederlo. Via veloce a cambiarmi negli spogliatoi, ordinati, puliti anche se un po’ “discriminanti” per gli ospiti (vedi foto altezza della doccia!), mah… i soci probabilmente saranno più alti dei frequentatori occasionali!
Il caddie master, gentilissimo e pronto, proprio accanto agli spogliatoi, ad assistere anche il golfista di passaggio (la prima volta che noto un servizio di questo genere al caldo e al coperto, comodo da raggiungere). Tutti a bordo del cart che si parteee!

Qualche annotazione sul percorso: un 18 buche progettato dal campione tedesco Bernhard Langer e 9 buche Executive disegnate dall’architetto di golf americano Ron Kirby, ora impiegate in un modo davvero originale: giocando a calcio. Sì, avete letto bene, questa disciplina si chiama Footgolf, e sta prendendo piede (è il caso di dirlo!) anche in Italia, oltre che all’estero. “Un modo per allargare il numero dei visitatori”, ci ha spiegato il direttore “dato che chiunque sa calciare un pallone. In questo modo pensiamo di avvicinare la gente al nostro circolo”.
Come sempre siamo partiti dal campo pratica dotato di quindici postazioni scoperte e dieci coperte, pensate con riscaldatori nel periodo invernale. Bravi!

Passiamo al percorso, disteso su un terreno pianeggiante, ma mosso. Due par 3 hanno il green attorniato dall’acqua e un lago ostacola il gioco della 18.
I fairway ben tenuti e i bunker con sabbia. I green qualche volta devo dire un po’ troppo “calpestati”.
Ridendo e giocando siamo arrivati alla tanto attesa buca 18, dove una sfilata di vini della cantina Fongaro ha fatto da ulteriore ostacolo: dal Cuvée al gran Cuvèè, dal Brut al Pas Dosè, tutti prodotti derivanti dal metodo classico. Una garanzia. Abbiamo giocato questo par 5 con ferro 7 e putter e tutto sommato posso dire di aver chiuso la stagione in bellezza con 8 colpi.

Prima di lasciarci ancora qualche info su questo circolo che ha una nutrita schiera di giovani. Questi sono segnali. Bello sapere che questo sport avrà sicuramente un futuro! Tra l’altro qui ci sono parecchi campioncini. E se vi state chiedendo il prezzo del green fee, sappiate che non lo troverete sul sito per una scelta del club che differenzia la tariffe per gli stranieri, per i tesserati in Emilia e per i golfisti di passaggio. Per questi ultimi il green fee è 55 euro per i feriali e 75 nel weekend.

Bene amici, in conclusione mi sento di consigliarvi una gita in quel di Modena con tanto di tappa a questo circolo di golf: mangerete e giocherete bene. Mi sa che a questo punto mi tocca davvero salutarvi. Dal Golf Club di Modena è tutto, a voi la linea (a me le calorie, con tutto quello che ho magnato!).

Valerio Staffelli,
Golf & Turismo, Modena

La Pagella
accoglienza 9
spogliatoio 6 1/2
pro-shop 9
caddie master 8
conformazione campo 7 1/2
manutenzione campo 7 1/2
ristorante 8

TOTALE 8

© RIPRODUZIONE RISERVATA 09 aprile 2015
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