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California: la magia di Rams Hill

Di Alessio Filippi

Un meraviglioso campo risorto due volte, a due ore da Los Angeles e a 80 miglia da San Diego. Splendido tracciato di Tom Fazio, durante la settimana può essere giocato con un green fee di soli 60 dollari

Una storia travagliata per quello che oggi è considerato uno dei campi Top della California, o forse, come scrivono sulla home page del sito ufficiale di Rams Hill, “The Best New Course in the America”.
Arrivare qui da Los Angeles percorrendo la spettacolare California State Route 79 è un’esperienza  emozionate e coinvolgente. Ci troviamo lontano da tutto, nel mezzo dell’immenso Anza Borrego Desert State Park, un luogo magico, remoto e selvaggio caratterizzato da una quiete e da una bellezza unica. Tra canyon, antichi fossili, pitture rupestri e riserve indiane, dune di sabbia e fiori selvatici è facile dimenticarsi che Los Angeles dista poco più di 2 ore e San Diego solo 80 miglia. La meta è il Rams Hill Golf Club, un maestoso desert links nato dalla matita di Tom Fazio.
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Aperto nel 1983 come club privato con 27 buche disegnate da Ted Robinson, subì una modifica radicale nel 2007 quando la proprietà decise di investire 22 milioni di dollari per rinnovare il percorso assegnando il compito a Tom Fazio e cambiandone il nome in Montesoro Golf & Social Club. Sfruttando tutte le caratteristiche del terreno, Fazio creò un capolavoro portando le buche da 27 a 18. Un percorso mai pianeggiante e divertente, curato nei minimi dettagli e circondato da una scenario mozzafiato.
Purtroppo la crisi economica colpì anche il Montesoro Golf Club, e i pochi soci, 57, non erano nelle condizioni di sostenere i costi di gestione di un campo così ambizioso ed esigente. Nel 2010 il club fallì e chiuse le sue porte, ma fortunatamente non per sempre. Solo tre anni dopo Bill Berkley, imprenditore di Rancho Santa Fe e ottimo giocatore single digit, acquistò la proprietà (campo, clubhouse, case e 1.200 ettari di terreno) per soli 842.000 dollari, ne cambiò il nome di nuovo in Rams Hill e investì contestualmente più di 10 milioni con l’ambizione di portarlo ai livelli dei migliori campi d’America. Ci riuscì.
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La bella addormentata del deserto si è risvegliata nel novembre del 2014 con 18 buche completamente rinnovate, nuovi manti erbosi in Bermuda e Bentgrass su tutto il percorso, nuovi green, un nuovo sistema di irrigazione, e una nuova clubhouse. Il risultato è un meraviglioso percorso circondato da un panorama straordinario, montagne che cambiano colore dal viola all’arancione, la sabbia del deserto come contorno, e il verde acceso dei fairway che spicca in modo prevalente. Il percorso di Fazio è sbalorditivo, una successione di buche una più bella dell’altra, giocate in un contesto di perfezione assoluta e di silenzio, un silenzio che forse molti di noi troveremmo “innaturale”.
Le prime nove si sviluppano a nord della clubhouse, e alcune buche sono circondate dalle case della proprietà. La 9 è un corto par 3 con un tee shot dall’alto di 150 metri. Sembra una buca di bassa difficoltà a prima vista, ma il suo green, ben difeso, stretto e insidiosissimo, e una sunday pin metterebbero in difficoltà chiunque. E’ solo un assaggio di quello che ci aspetterà dopo. Dalla 10, un altro par 3 dall’alto verso il basso, inizia lo spettacolo vero. La 11 è lungo par 5 in discesa con il green protetto da un lago sulla sinistra. Le buche si susseguono in armonia come fossero delle singole opere d’arte.
La 17, un corto par 4 di 300 metri con il green ondulatissimo e protetto da una moltitudine di bunker, è la buca più fotografata del campo sopratutto al tramonto, quando la luce del sole è in grado di esaltare i colori delle montagne sullo sfondo.
Ma lo spettacolo non è finito, c’è ancora la 18, la classica “finishing hole” di Fazio. Un par 5 di 550 metri con un lago che corre lungo tutto il lato destro della buca fino al green, protetto inoltre da un ruscello con piccole cascate che rendono il tutto ancora più pittoresco. Assoultamente da non perdere!
I prezzi? Un green fee settimanale costa $90, ma la tariffa scende fino a $60 per un tee time dopo le 13.
Un po’ più caro nei weekend con green fee tra i $100 e i $65. E dopo il golf è possibile rilassarsi al Borrego Springs Resort & Spa o La Casa del Zorro Hotel & Spa e magari godersi l’incredibile cielo stellato di Borrego Springs, una delle sedi ufficiali dell’International Dark Sky Community.
Un consiglio fondamentale: non pianificare il vostro viaggio tra luglio e ottobre. Le temperature qui raggiungono facilmente i 50 gradi centigradi d’estate e il campo chiude per la stagione.
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© RIPRODUZIONE RISERVATA 30 novembre 2016
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