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Patrick Reed – Texas golfers club

Di Andrea Vercelli

Temperamento da vendere, un gioco aggressivo e non curante dei pericoli e un’autodeterminazione fuori dall’ordinario. Uno dei pochi americani
a salvarsi nella disfatta stelle e strisce alla Ryder Cup di Gleneagles, a soli 24 anni è insieme al suo conterraneo Jordan Spieth uno dei volti nuovi e più vincenti del PGA Tour. Che sia già il 2015 l’anno del suo primo major?- di Alberto Binaghi

Patrick Reed ha un fisico tarchiato, 1,80 per 93 kg, riesce a essere molto potente dal tee e allo stesso tempo molto preciso e molto versatile con i ferri. Spesso i giocatori americani crescono con swing meccanici e si adattano poco a condizioni ventose mentre lui ha dimostrato di saper gestire il vento in maniera impeccabile proprio grazie alla capacità di lavorare la palla e al fatto che utilizza molto spesso ‘punch – shot’, anche in situazioni di calma piatta. Con i ferri lo swing di Reed sembra essere più conforme alla tecnica di quanto non si evidenzi con il driver. Il bastone si muove sempre sul piano ideale, sia nel back swing che nel down swing, ma la parte bassa reagisce in maniera diversa quando Patrick cerca la distanza con il driver.
La particolarità che lo rende unico è sicuramente il fatto che nella fase pre-impatto i fianchi si bloccano completamente, senza accennare a ruotare verso il bersaglio, il piede sinistro perde aderenza in maniera evidente e tutto il peso sembra rimanere sul piede destro che rimane incollato al terreno quasi fino al finish.
Le mani, trovano un blocco nella parte inferiore del corpo e si attivano rilasciando il bastone in maniera pericolosa. Per questo motivo Reed nel 2014 ha avuto una media di fairway presi vicino al 50%, molto bassa per un top player del Tour.

Foto 1) Ottima posizione all’apice, i piedi ben ancorati al terreno e la rotazione completa delle spalle denotano una buona flessibilità della parte lombare. Il braccio sinistro è sul piano perfetto e lo ‘spine angle’ non subisce variazioni rispetto alla posizione iniziale.
Foto 2) In quest’immagine si evidenzia la sua particolarità: gamba destra ‘steccata’ e piede ancorato al terreno costringono le mani a un accentuato rilascio durante il quale la mano destra perde aderenza con il bastone.

Foto 3) Da questa immagine si vede ancora meglio la posizione inchiodata della parte bassa e le eccessive rotazioni della faccia del bastone, che come vedete sta spingendo verso l’esterno ed è già molto chiusa, classica posizione da draw accentuato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 08 aprile 2015
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