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Hideki Matsuyama – Coffee Break

Di Andrea Vercelli

In gergo golfistico è l’attimo di pausa tra il back e il downswing. È il vero marchio di fabbrica del movimento del giovane giapponese, che in pochi anni ha sorpreso tutti scalando le classifiche mondiali dopo una stellare carriera da amateur  – di Alberto Binaghi

Per capire bene lo swing di Hideki Matsuyama credo sia importante avere l’occasione di vederlo dal vivo. Lo ‘slow motion’ rende ovviamente poco percepibile il timing dello swing, che in questo caso risulta essere la caratteristica principale di Hideki, il cosiddetto marchio di fabbrica, aspetto talmente particolare da poterlo definire unico se andiamo a osservare i primi 200 giocatori del mondo. La differenza di timing fra il backswing e il downswing è davvero impressionante: Matsuyama ‘carica il colpo’ come si suole caricare un potente arco da tiro, pronto prima di sganciare una freccia. Il suo back è infatti lentissimo e assomiglia al gesto con cui si tende appunto la corda dell’arco e, dopo una piccola e atipica pausa all’apice, il suo corpo scatta verso il bersaglio alla velocità di una freccia acuminata. Da notare nello swing di Matsuyama la notevole ampiezza del backswing, nonostante il corpo non compia alcuno spostamento laterale e il bastone non raggiunga il parallelismo con il terreno, segno che il ragazzo gode di una straordinaria flessibilità corporea.
All’apice Matsuyama si presenta infatti molto stabile con la parte bassa del corpo, che rimane ben piantata al terreno, ma con le braccia e le mani molto lontane dalla palla che creano un enorme arco dello swing.
A questo punto, dopo la piccola pausa di cui abbiamo già parlato, Hideki fa partire la parte bassa del corpo a una velocità impressionante, e lo spostamento e la rotazione dei fianchi verso il bersaglio creano una potenza straordinaria. A metà downswing ha infatti incrementato di molto la differenza di angoli tra spalle e fianchi; la fibbia della cintura è quasi girata verso il bersaglio mentre le spalle non sono ancora arrivate in posizione parallela alla linea di tiro.
L’unico inconveniente è che, così facendo, il bastone non riesce a pareggiare la velocità del corpo e rimane leggermente in ritardo costringendolo a recuperare con un rilascio anticipato che spesso gli causa qualche rotazione di troppo della faccia del bastone attraverso l’impatto. Ma la forza fisica di questo giocatore fa sì che queste rotazioni non prendano il sopravvento sul suo gioco; le potenti braccia tengono ben saldo il bastone nelle fasi post impatto e a volte il braccio sinistro rimane addirittura al di sopra del destro, quasi sino al finish.
In tutto questo la testa non si muove di un centimetro e fissa a lungo il punto d’impatto, nonostante la palla sia già in volo da parecchio tempo. Flessibilità, velocità, potenza e stabilità: tutte doti innate che Matsuyama utilizza al meglio e che gli permettono lunghezza e precisione. Uno swing che ti puoi permettere a quest’età, ma appena il fisico perderà un po’ della sua giovinezza, Hideki dovrà ridimensionare alcuni aspetti del suo gioco spettacolare se vorrà salvaguardare la schiena.
Foto 1) Matsuyama ha iniziato il downswing con una spinta della parte bassa verso il bersaglio; da notare la perfetta posizione del braccio sinistro in relazione al corpo e al bastone. Anche la faccia del bastone e il polso sinistro sono allineati alla perfezione.
Foto 2) Il corpo è completamente girato verso il bersaglio e lo sguardo di Matsuyama è fisso sulla posizione iniziale della palla.
Foto 3) Posizione eccezionale: da ammirare la stabilità del piede sinistro, ancorato a terra, nonostante i fianchi siano completate girati verso il bersaglio. Ottimo mantenimento dello ‘spine angle’ e buon rilascio del bastone con il braccio sinistro che ‘controlla’ il ‘full release’ del braccio destro.
Foto 4)  In questa foto si nota l’irruenza della sua azione pre impatto. I fianchi sono girati verso il bersaglio con il 90% del piede destro che si stacca dal terreno aumentando la spinta, mentre le spalle resistono per poi svitarsi violentemente durante l’impatto. Il bastone è in fase di rilascio e sta cercando di recuperare il ‘tempo perso’ a causa della forte e improvvisa accelerazione della parte bassa a inizio downswing.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 08 aprile 2015
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