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Open Championship: le curiosità
 
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Da St. Andrews Maria Pia Gennaro ci racconta qualche curioso aneddoto della prima giornata di gara

Il tempo è quasi sempre un fattore importante nell'Open Championship, e non semplicemente perché tutti i percorsi sono situati vicino o lungo il mare. Il field è di di 156 concorrenti - tutti tradizionalmente partono dal primo tee - dalle 6:30 alle 4:21. E con un lungo intervallo di tempo tra la prima e l'ultima partenza, è raro che non ci siano cambiamenti significativoi delle condizioni atmosferiche nel corso della giornata. In alcune occasioni chi parte prima gode al meglio del tempo, mentre quelli che giocano nel corso della giornata potrebbero non essere così fortunati. Al contrario, può facilmente essere l'opposto. Tuttavia, può anche occasionalmente capitare che i giocatori siano sfortunati in entrambe le occasioni: quelli che iniziano presto un giorno e tardi quello successivo. Con condizioni di tempo come oggi i risultati sotto par si sprecheranno in quanto è la giornata ideale per giocare a golf. La dimostrazione l'ha data Rory McIlroy, balzato al comando come aveva pomesso nelle dichiarazioni che vi avevamo scritto ieri.

 

Come il grande orologio Rolex sul tee della 1 scandisce i secondi, così verso le 6,30 stamane all'inizio del 139mo Open Championship, lo starter ufficiale Ivor Robson si è schiarito la gola, ha acceso il microfono e con voce modulata e precisa ha annunciato il campione 1999 Paul Lawrie per il colpo di apertura. Questo è ciò che fa ogni anno dal 1975 a Carnoustie quando lui era già nella sua postazione alle 5:00 del mattino per assicurarsi che il suo stock di matite, tee e pitchmark fosse al loro posto. Resta inchiodato al suo posto tutto il giorno e lascia solo dopo che è aprtito l'ultimo tee. Oggi sarà alle 4,21. «È il lavoro più bello del mondo", dice con un sorriso.


Curioso incidente a Zach Johnson che ha rotto il drive in campo pratica. Sul tee della 1 è andato a chiedere all'arbitro dell'R&A se poteva mandare qualcuno a prenderne un altro, partire con 13 bastoni e poi inserirlo. La risposta è stata affermativa a ci siamo rinfrescati una regola…


Il francese Thomas Levet è stato il primo giocatore che ha perso un colpo alla 17, la buca più difficile del percorso che quest'anno è stata resa ancora più lunga dopo che è stato arretrato il tee. Ora le strategie di gioco diventano ben distinte secondo le condizioni atmosferiche perché, ad esempio, potrebbe essere un suicidio tentare di sorvolare l'albergo sulla destra in caso di vento contrario. I giocatori sono nettamente divisi in due fazioni. Vero è che Levet è stato il primo a marcare un bogey ma non sarà certamente l'ultimo!


Si chiama Sandra, è ormai in pensione dopo aver insegnato per 39 anni e da 45 anni è volontaria ai tabelloni della sala stampa. Lei ormai grazie alla sua esperienza è a capo delle 24 persone che aggiornano l'enorme tabellone della sala stampa. L'orario di lavoro è dalle 6 del mattino fino al termine del gioco alternato di due ore in due ore. Da quest'anno, per la prima volta in europa, vengono loro trasmessi i risultati tramite un microcomputer e sono stati definitivamente aboliti i foglietti che, talvolta, potevano indurre in errore.

 

Laurea ad honorem per Padraig Harrington, Arnold Palmer e Tom Watson conferita martedì all'Università di St. Andrews. Grandi festeggiamenti ma, soprattutto, un folto pubblico.

 

E' sempre lui, non c'è nulla da fare: Tiger è Tiger e il boato con il quale è stato accolto stamane alle 8.12 in campo pratica lo dimostra, così come lungo tutta la buca 1, percorsa con il pubblico che, assiepato sulle tribune della 1, urlava ininterrottamente “Go, Tiger go!”. Lui, imperterrito ed elegantissimo con la sua maglietta rosa, mi è sembrato molto serio, anzi serioso, soprattutto in putting green dove, sinceramente, non l'abbiamo visto in gran forma… il campo, comunque, dirà la sua…

 

Maria Pia Gennaro

Commenti (0) | Tags: St. | Andrews | Open | Championship | Tiger | Woods | Rory | McIlroy |
 
 
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