Nonostante le frequenti piogge di questo inverno, spero che parecchi di voi abbiano avuto la possibilità di testare i principi e le tecniche della ‘Piramide dell’Apprendimento’ che ho descritto nelle pubblicazioni dei mesi scorsi. Dovreste aver cambiato le precedenti abitudini negative della pratica e dovreste aver iniziato a fare grandi miglioramenti nel vostro swing…
DOVRESTE:
1. Aver imparato a praticare utilizzando la ‘postazione di lavoro’ che ho descritto nel livello 1, ossia mettendo dei bastoni sul terreno per aiutarvi nell’allineamento: Basi Solide.
2. Aver impostato una sorta di routine sui fondamentali: Obiettivo, Stance, Postura, Posizione delle braccia e del grip, Posizione del corpo.
3. Aver praticato quotidianamente, utilizzando l’esercizio da me creato, che ho chiamato ‘Scala a Chiocciola’, utile per sviluppare una corretta azione del corpo.
4. Aver usato il consiglio sull’equilibrio (esercizio con i piedi uniti) per imparare a fare il movimento in equilibrio anziché fare il movimento per stare in equilibrio.
D’altra parte…Dovreste più o meno non riuscire a fare niente del genere!
Perché? Perché se, da un lato, ogni golfista vuole migliorare il suo gioco, dall’altro, pochissimi giocatori hanno l’atteggiamento adeguato per farlo, ossia quello che permette di lavorare in maniera costruttiva sul miglioramento del gioco.
Sfortunatamente, nell’era tecnologica in cui viviamo, la maggioranza dei golfisti, sia alti che bassi di handicap, preferisce spendere i propri soldi, duramente guadagnati, nell’ultimo fantastico modello di Driver piuttosto che dedicare un po’ di tempo a una serie di lezioni con un bravo maestro. Ma provate a indovinare: quale delle due azioni porta davvero dei buoni frutti a lungo termine?
Troppa gente cerca un ‘aiuto veloce’, l’ultima chicca o pezzo di un kit in grado di trasformare il gioco. E anche se prima o poi è possibile trovare qualcosa che funzioni, raramente la cosa può funzionare a lungo termine. Questo è quello che io chiamo la sindrome del ‘trovato e perso’. Un giorno credi di aver capito, il giorno dopo non funziona più. Un giorno giochi alla grande e quello successivo tiri la palla ovunque; in campo pratica colpisci la palla solida, poi, in campo, cambia tutto. Vi dice qualcosa?
L’origine di questa non-costanza, credo, possa essere trovata nell’atteggiamento del giocatore. Con il giusto atteggiamento nella pratica e nel gioco, si possono sviluppare dei modelli corretti che, dopo un certo periodo di tempo, diventano parte integrane dello swing e che portano, inevitabilmente, a un gioco migliore e più solido. Quindi, osserviamo meglio quali sono le varie componenti relative all’atteggiamento.
L’ATTEGGIAMENTO PUO’ SUDDIVIDERSI NELLE SEGUENTI AREE:
• ASPETTATIVE/OBIETTIVI
• CONOSCENZA
• PRATICA
• GIOCO
L’ATTEGGIAMENTO: GRANDI ASPETTATIVE
Il vostro atteggiamento nei confronti dell’apprendimento si trova proprio in cima alla piramide, perché senza il giusto atteggiamento avrete sempre problemi per passare al livello successivo.
Molti giocatori si arrabbiano e si deprimono perché il loro gioco non rispecchia le aspettative prefissate. Quasi sempre queste aspettative si discostano parecchio dalla realtà; solo perché avete fatto 80 per la prima volta nella vostra vita non vuol dire necessariamente che riusciate a fare 79 o addirittura meno ogni volta che giocate. E’ pur vero però che, con atteggiamento, conoscenza e impegno adeguati, potete veramente riuscire a raggiungere un livello di gioco attorno agli 80.
Ci sono giocatori che non hanno aspettative riguardo al loro gioco e che non si pongono mai un obiettivo. Una recente ricerca sui golfisti effettuata su www.dizzyheights.com ha mostrato che il 54% dei giocatori ha un chiaro obiettivo di handicap da raggiungere, il 25% non ha un obiettivo di handicap (…ma ammette che sarebbe meglio averlo!) mentre il 21% non lo ritiene importante. Personalmente penso che se non si sa dove si vuole andare è difficile riuscire ad arrivare da qualsiasi parte!
Investite tempo e un po’ di denaro andando da un maestro che può fare una valutazione obiettiva e realistica del vostro gioco; sarete così sulla strada giusta per riuscire a migliorare (un bravo maestro vi consentirà anche di assimilare ciò che avete imparato nei primi tre livelli della ‘Piramide dell’Apprendimento’).
L’ATTEGGIAMENTO: CONOSCENZA
La conoscenza, ovviamente, va a braccetto con l’esperienza e il giusto supporto tecnico. Maggiore è il vostro interesse nel gioco e la vostra buona volontà nell’apprendere e nel praticare nuove tecniche nel modo giusto, maggiori sono le possibilità di migliorare il vostro gioco e di divertirvi.
Tornando alla ricerca di prima, l’80% dei giocatori ha detto di giocare da più di due anni e il 65% di essi da più di cinque; il 46% ha fatto al massimo cinque lezioni finché non ha cominciato più o meno a giocare, e solo il 17% dei giocatori attivi ha affermato di fare regolarmente delle lezioni. Pensateci un attimo: i giocatori professionisti non smettono mica di fare lezione una volta raggiunta la vetta, lo European Tour!
Ancora più interessante è che, nella stessa ricerca, il 94% dei golfisti ha dichiarato di avere una ‘buona’ o addirittura ‘ottima’ comprensione/applicazione delle basi dello swing (grip, postura, set-up, ecc). Questo per me è decisamente interessante! Provate un sabato mattina ad andare sul tee della 1 con un qualsiasi maestro: vi renderete conto che la realtà è ben diversa. Purtroppo, ci può essere una grande differenza tra quello che il golfista medio pensa del suo gioco e cosa è realmente il suo gioco. Un maestro professionista può valutare il vostro attuale livello di gioco, controllare i fondamentali spiegati nei livelli da 1 a 3 della mia ‘Piramide dell’Apprendimento’, e concordare con voi obiettivi che possono aiutarvi nel migliorare il vostro gioco. Può aiutarvi a ‘conoscere voi stessi’ e il vostro gioco; consigliarvi sull’attrezzatura più adatta e arricchire la vostra conoscenza di tutti gli aspetti del gioco. Se siete determinati a migliorare, il vostro maestro non dovrebbe esservi sconosciuto!
L’ATTEGGIAMENTO: LA PRATICA
Una volta che sapete cosa dovete fare e come farlo, dovete solo praticare. Sempre nella stessa ricerca è emerso che il 7% dei giocatori non pratica mai e solo il 28% pratica sempre prima di andare in campo. Non potrete mai migliorare senza praticare e otterrete dei risultati solo praticando come si deve. Cercate, nella pratica, la qualità e non la quantità: dovete ‘educarvi’ a una pratica produttiva, che vi consenta di progredire ai livelli successivi della ‘Piramide dell’Apprendimento’.
Con soli 10 minuti di pratica quotidiana avrete la certezza di migliorare il vostro gioco in maniera evidente. In un giro in campo tirereste circa 40 colpi pieni; dato che ogni colpo pieno richiede per l’esecuzione un tempo di circa 1,5 secondi, il vostro ‘motore’ lavora in totale 1 minuto per un percorso che dura 4 ore. Vedo parecchi giocatori non riuscire a migliorare perché non praticano correttamente gli esercizi. Dieci minuti di pratica fatta bene valgono molto più di ore e ore di pratica a casaccio.
Nei precedenti livelli della ‘Piramide dell’Apprendimento’ ho condiviso con voi degli esercizi e dei consigli che alcuni dei migliori giocatori al mondo praticano per migliorare il loro gioco. Il tempo a disposizione è spesso ostile alla pratica, ma vi garantisco la possibilità di attuare i miei esercizi senza dover andare in campo pratica o in campo.
Livello 1 – Basi Solide: praticate correttamente set-up, posizione delle braccia e postura di fronte a uno specchio.
Livello 2 – Movimento: ripetete sia la ‘Scala a Chiocciola’ che l’esercizio a piedi uniti (a destra).
Livello 3 – La potenza: Praticate l’esercizio ‘dell’Ascia’ (pagine seguenti) per sviluppare realmente la sensazione di uno swing fatto con la corretta azione di polsi e braccia.
Praticate questi esercizi per soli 10 minuti al giorno e vi accorgerete dei miglioramenti – dovete ritagliarvi soli 10 minuti al giorno!