Un viaggio nel sole. Come Fetonte che, nella mitologia greca, volle guidare il carro del sole con pessimi risultati. A noi non è accaduto di perdere il controllo della vettura che ci ha accompagnato, la Phaeton 3.0 V6 DPF, guidandoci in un percorso attraverso meraviglie storiche e delizie enogastronomiche. Da Milano ci dirigiamo verso Bergamo, una città spesso turisticamente sottovalutata dove si avverte intenso il profumo del passato, non solo nelle architetture più celebrate ma soprattutto nelle strette vie che la percorrono e che la congiungono con i borghi della città bassa. Li abbiamo percorsi osservando i panorami come dal salotto di casa nostra, comodamente sistemati nell’ammiraglia di casa Volkswagen dagli interni raffinati e tecnologicamente avanzati. La voce del motore è bassa, lieve, avvolgente e mai troppo aggressiva, nonostante la straordinaria potenza delle diverse motorizzazioni. Abbiamo avuto la fortuna di sperimentare un simbolo di perfezione che abbina il design al look, l'eleganza al comfort più estremo, l'incolumità dei passeggeri alle innovazioni tecnologiche. Il tutto nella massima espressione della lunga tradizione manifatturiera di Dresda dove, nella Manifattura di Vetro, la Phaeton viene assemblata e perfezionata a mano.
Percorriamo vie fiancheggiate da edifici risalenti al '200 e al '300 dall'aspetto architettonico lombardo-veneto che ciricordano che Bergamo, per oltre tre secoli, è stata l'estremo baluardo occidentale della Serenissima che, fra le altre cose, vi portò la grazia della sua grande arte. Vediamo i massimi monumenti di Bergamo alta concentrati nella piazza Vecchia e nella piazza del Duomo. Nella prima spiccano i palazzi della Ragione, della Biblioteca e del Podestà che fanno da cornice alla fontana settecentesca. E' sufficiente mezza giornata per farsi un'idea delle bellezze naturali, artistiche e storiche di Bergamo alta, passeggiare per i vicoli e le piazzette, vedere le caratteristiche case-torri medievali e visitare i monumenti più importanti della città. Le stradine sempre animate e ricche di negozi come via Gombito - dove una tappa obbligata è il caffè-pasticceria Cavour, uno dei più bei locali di città alta, con arredamento d'epoca - sono 'arredate' da palazzi di origine medioevale, torri frastagliate e quella che il grande architetto Le Corbusier ha definito 'la più bella piazza d'Europa' circondata dalla Biblioteca Civica, il Palazzo della Ragione, la settecentesca Fontana del Contarini, il Palazzo del Podestà e il Campanone, l'altissima torre civica che ogni sera, alle 22, rintocca ancora 100 colpi a ricordo del tempo in cui le porte della città venivano chiuse per la notte.
Gli appassionati delle specialità gastronomiche non possono non farsi tentare dai tanti ristoranti che promettono ogni tipo di polenta accompagnata da carni, formaggi o i famosi ‘osei’, che oggi sono fuori legge, ma sono diventati un dolce tipico che richiama il piatto tradizionale di un tempo. Oppure dalle antiche gastronomie che vendono ancora prodotti tipici del territorio come gustosissimi formaggi che vanno dal classico Taleggio alla Formaggella Val di Scalve, lo Stracchino Bronzone fino alla più nota Torta orobica. A ricordo della gita, e da far godere a chi non l'ha potuta condividere con noi, non resta che portare altre golosità come il 'Salàm de la bergamasca', i 'Casonsèi' o la 'Turta del Donizèt' in onore del grande compositore che qui ebbe i natali.
Un nastro di chilometri ci separa dal Lago d'Iseo dove inizia la Strada del Vino di Franciacorta che conduce fino a Brescia fra un pugno di colline dai contorni dolci e delicati. Una rete di strade agevoli e ben segnate che porta alla scoperta di produttori e luoghi più suggestivi attraverso vigneti curatissimi, cantine ricche di fascino, borghi, ville e monasteri che hanno conservato intatte le caratteristiche di pregio architettonico: dal monastero di San Pietro in Lamosa, affacciato sulla riserva naturale Torbiere del Sebino, al Convento dell'Annunciata, dall'Abbazia di Rodengo Saiano all'antico Meglio Averoli di Ome. Si scopre così un fazzoletto di terra morenica, quasi un anfiteatro stretto fra il Monte Orfano, il Monte Alto e i fiumi Oglio e Mella, una zona quasi naturale per produrre 'bollicine' e ideale per viverci.
Il nome Franciacorta deriva dal latino francae curtes, ossia le corti affrancate, cioè svincolate dai dazi commerciali di trasporto. L'esenzione era stata accordata ai possedimenti delle corti monastiche cluniacensi delle quali si riconosceva l'utilità sociale del lavoro di dissodamento, bonifica e impianto dei vigneti. I primi borghi a godere del privilegio furono: Adro, Borgonato, Clusane, Colombaro, Cremignane, Nigoline, Timoline e Torbiato.
Proprio ad Adro visitiamo Contadi Castaldi, l'azienda vitivinicola all'interno dell'antica Fornace Biasca dove anticamente dalla terra si modellavano mattoni. Qui Contadi Castaldi ha affinato il concetto di Satèn, riunendo in un vino i canoni francesi di blanc de blanc e crémant. La scelta di solo uve a bacca bianca, Chardonnay e Pinot bianco, si sposa con una minore pressione delle bottiglie per dare vita a un perlage più soffice e abbondante. La setosità del termine Satèn ben si sposa con la facilità di guida della nostra Phaeton Volkswagen Phaeton 3.0 V6. Gustiamo il Satèn ricevendone in cambio sensazioni di freschezza e morbidezza scoprendo questo vino giovane prodotto in 750.000 bottiglie l'anno.
Lasciamo con rimpianto la cantina per Nigoline di Cortefranca coprendo la distanza in un batter d'occhio e, con un divertente slalom fra i vigneti grazie alla modalità 'sport' con cui impostiamo la nostra Phaeton, raggiungiamo il Golf Club Franciacorta - The Wine Golf Course, uno dei circoli più attivi e vivaci nel panorama nazionale. Qui l'attività ferve in continuazione come in un alveare, a dispetto del silenzio e della tranquillità di questo splendido angolo di mondo, seguiti passo a passo dalla direttrice, Jennifer Allmark. Richiestissimo dagli sponsor, il circolo conta circa 20mila giocatori ogni anno e vanta il maggior numero di gare con un calendario nel quale si rincorrono nomi di prestigio che lo scelgono per disputare circuiti, Invitational, Pro Am, tornei professionistici, campionati e gare giovanili. In breve, tutto quanto fa 'golf' in Italia. Dall'anno prossimo, oltre ai turisti sempre in aumento richiamati dalla promozione che i dirigenti hanno indirizzato verso i paesi del nord Europa (Germania, Francia, Svezia, Inghilterra e Finlandia), aumenteranno le competizioni che fanno parte del nuovo, grande progetto sviluppato in collaborazione con il Consorzio e le Cantine della Franciacorta, sull'onda di quanto già realizzato da altri paesi del Vecchio Continente e rielaborato alla realtà nostrana. Sono state proprio le bollicine, infatti, a ispirare l'idea di ristrutturare una zona al pianterreno della club house di grande passaggio per dare vita a una show-room nel circolo per le 18 cantine che potranno esporre i propri prodotti, il materiale esplicativo e organizzeranno una gara a loro intitolata ogni anno.
L'inaugurazione ufficiale è avvenuta lo scorso 20 giugno, durante la Coppa del Presidente, sponsorizzata da Carlo Borghi, che ha presentato il progetto lanciando il nuovo nome del circolo e facendone un punto di riferimento. I nomi dei tre percorsi di cui dispone il circolo sono stati intitolati alle tre specialità vinicole che in questa zona la fanno da padrone. Le 27 buche saranno ben distinte in 'Percorso Brut' (dalla 1 alla 9), 'Percorso Saten' (dalla 10 alla 18) e 'Percorso Rosè' (dalla 19 alla 27, buche la cui apertura è prevista per l'autunno 2009). I tee-marker a ogni buca hanno la forma di una bottiglia con lo stemma del circolo, il testo ‘The Wine Golf Course’ e ogni buca, dalla 1 alla 18, verrà intitolata a una cantina con lo spazio pubblicitario sul tabellone in prossimità del battitore di ogni buca e nello yardage book. Per i visitatori e turisti è stata creata un'apposita Piantina del Consorzio, posizionata all'interno della club-house, con le indicazioni delle strade per raggiungere le Cantine aderenti al progetto e per una settimana all'anno verranno pubblicizzate le Cantine con degustazioni, incontri e feste. Sarà così ben organizzata la vocazione turistica della zona

che, come afferma il direttore Allmark, “Offre opportunità per tutti, single e famiglia di ogni età. Gli stranieri cercano genuinità e punti di interesse e da noi trovano tutto questo, shopping compreso. Non sono lontane destinazioni famose all'estero come Parma con i suoi monumenti e le sue delizie gastronomiche, il Lago di Garda, Verona con l'Arena e così via…”. A conferma di ciò abbiamo notato, durante la nostra visita, uno dei più quotati giornalisti del Financial Times, venuto per realizzare un servizio. Abbiamo colto l'occasione anche per visitare le terze 9 buche, nate dalla penna di Fulvio Bani. Così le descrive Jennifer Allmark, manager di grande esperienza nel golf con sette anni di esperienza come proette nel Ladies European Tour: “Le buche sono molto divertenti e, anche se all'apparenza sembrano facili, sono da temere perché strette e con grandi green ondulati. Come per la costruzione delle altre 18 buche, anche per queste l'architetto ha seguito le naturali ondulazioni del terreno creando anche due laghetti che saranno utili anche come bacino idrico come il vasto lago che interessa cinque buche. Saranno un par 34, interessanti e adatte sia al giocatore di buon livello che al principiante o al turista di passaggio”.
Tutto sarà pronto per la data annunciata, per il momento ci resta la curiosità di provare le nuove buche, ma rientriamo verso Milano con la soddisfazione di aver compiuto un itinerario a bordo della ‘gustosa’ Phaeton 3.0 V6 TDI DPF, una vettura non solo da provare, ma da tenere per la vita!
Ci vuole esperienza
La prima volta che vidi la Phaeton? Non era ancora uscita sul mercato e Ferdinand Piech arrivò all'Hotel Richemond di Ginevra per il salone dell'auto. Era il 2002 se non vado errato. Guardai la grande ammiraglia, che nasceva in una fabbrica tutta a cristalli, quasi fossero chirurghi e non operai e ingegneri i suoi realizzatori.
Un'auto speciale, perché era l'essenza dell'understatement. Lo è ancora oggi e forse questo è il motivo del suo ‘impercettibile successo’, dove lo sfarzo è ragion d'essere. Meno male che qualche persona controcorrente c'è e allora
si gode l'efficacia tecnica e dinamica di una vettura che a dispetto dei suoi cinque metri è agile e veloce, scattante ed estremamente equilibrata. I tocchi stilistici sono stati pochissimi e calibratissimi, ma impreziosiscono i tratti di un'auto che è naturalmente attraente, e consideriamo personale questa affermazione perché molti non la condivideranno. L'abitacolo, forse, meritava qualche aggiornamento che portasse un messaggio di modernità e di freschezza in più, ma tutto qui. Si è puntato invece sulla tecnologia e su raffinatezze come i legni, il colore delle luci, gli strumenti. Motori innovativi, tutti ovviamente euro 5 a cominciare dal nuovo diesel V6, che equipaggiava la vettura del nostro itinerario. Motore potente, decisamente equilibrato e dotato, soprattutto, di quella coppia (500Nm) che serve, per far sì che il viaggiare diventi un vero piacere. Non un rumore, non un’incertezza sull'asfalto da parte delle sospensioni che assorbono tutto. Insomma, una discreta perfezione, che però non seduce. Perché? Il mondo è fatto così, ci sono auto e auto, scelta dai cosìddetti trendsetter o opinion leader, ma su questi due fattori abbiamo sempre più dubbi. Chi sceglie una Phaeton, state certi che di auto ha una certa esperienza.
Paolo L. Bonaveri
Phaeton 3.0 V6 TDI DPF 4mot. tip. 5 posti
Carrozzeria berlina 2/4 porte
Numero porte 4
Numero posti 5
Motore 6 cilindri a V (90°)
Cilindrata cm3 2967
Alimentazione gasolio (sovralimentato)
Omologazione antinquinamento Euro5 (715/2007-692/2008)
Emissioni CO2 (g/km) 260
Potenza max/regime 176 kW (239 CV) a 4000 giri/min
Coppia max 500 Nm
Trazione integrale permanente
Cambio automatico a controllo elettronico, con possibile utilizzo manuale sequenziale, a 6 rapporti
Dimensioni Lunghezza 506 cm, Larghezza 190 cm, Altezza 145 cm - Passo 288
Capacità Bagagliaio (min-max) 500 - 0 dm3
Capacità serbatoio 90 litri
Massa in ordine di marcia 2344 Kg
Velocità max. 240 km/h
Accelerazione da 0 a 100 km/h 9,0 secondi
Consumi (litri/100 km) urbano 13,0 - extraurbano 7,7 - misto 9,6
Prezzo chiavi in mano 70.251 euro
A.S.D. Franciacorta Golf Club
Via Provinciale 34/B
25040 Corte Franca (BS)
tel. 030 984167-984350
fax 030 984393
franciacortagolfclub@libero.it
www.franciacortagolfclub.it
Anno di fondazione 1986. Presidente Carlo Borghi. Direttore Jennifer Allmark. Segretario sportivo Diego Cancarini. In segreteria Anna Spatti, Daniele Leporati. Responsabile attività giovanile Alessandro Bellicini. Maestri Romolo Napoleoni, Alessandro Napoleoni, Massimo Confalonieri, Andrea Zani. Soci attuali 500. Altitudine m 210 s.l.m. Percorso 18 buche, m 6.005, par 73; 9 buche par 34 in costruzione. Campo pratica 30 postazioni, ingresso 8 euro, gettone 28 palline 1,50 euro. Stagione aperto tutto l'anno. Giorno di chiusura martedì non festivo (eccetto agosto). Green fee 18 buche 50/75 euro feriale/festivo, 9 buche 25/38 euro feriale/festivo, sconti con hotel convenzionati, AGIS, ILGA. Iscrizione gare 20 euro. Quote associative: socio ordinario 2.850 euro/anno, under 18 600 euro, under 14 400 euro, praticante 900 euro. Promozioni 2009: 3 mesi di prova 250 euro. Attrezzature: ristorante, putting green, bar, pro shop (030 9828330), buvette, 2 piscine, 2 tennis, locale wellness, campi calcetto. Noleggio golf car 22/35 euro 9/18 buche, carrelli 3 euro. Scarpe chiodate: accettati i chiodi di metallo.