Abbiamo scattato queste foto, incluse quelle della sequenza dello swing, in Florida, a Lake Nona, dove Ian Poulter abita alla distanza di poco più di un drive dal suo allenatore, David Leadbetter. Le foto sono state scattate la settimana precedente alla partenza per il Master di Augusta del 2008. Dopo il buon risultato dell’anno precedente, ci si aspettava molto da Ian per il primo Major del 2008 e nei primi due giri ha effettivamente dato prova del suo talento. Come lui stesso dichiara, il suo swing è in continuo cambiamento. Non è esageratamente tecnico e ha una serie di particolarità a cui deve stare attento, ma che molti lettori troveranno interessanti. E’ pur vero che, comunque, la grinta con cui gioca Ian e la fiducia che ha in se stesso restano sempre unici nel suo genere.
1 - Angoli buoni e basi solide
Ian gioca un ferro 4 in questa sequenza. Possiamo notare come abbia, nell’address, al pari dei migliori giocatori, dei buoni angoli del corpo. Questo è un punto di controllo/correzione costante per Ian, perché ha da sempre la tendenza a sedersi sui talloni e tenere le mani troppo basse. Quindi, deve stare molto attento e controllare la posizione (dicasi lo stesso per voi) mettendo il peso più avanti, sugli avampiedi, e tenendo le mani leggermente più alte. Data la sua intensa preparazione atletica, Ian si è rinforzato nella parte bassa del corpo e le gambe lo sostengono sicuramente meglio rispetto ai primi periodi nel tour.
2 - Buona rotazione iniziale
Mi piace molto la rotazione dell’avambraccio sinistro in questo takeaway. Osservate il marchio del guanto ruotato in senso orario e ora lontano dall’obiettivo (rispetto alla posizione dell’address). Ciò permette a Ian di ruotare la faccia del bastone intorno al corpo, tenendola square rispetto alla traiettoria su cui si muove, cosa essenziale per un colpo ‘neutro’. E’ interessante la parte alta del braccio sinistro che si stacca dal busto piuttosto presto durante lo swing e la spalla sinistra che sembra ruotare contro il mento, portando il piano delle spalle più flat.
3 - Costruire la rotazione
Siamo a metà salita: lo shaft sale non appena si spezzano i polsi. Io consiglio di piegare presto il gomito destro, simultaneamente al piegamento dei polsi, perché penso renda poi il passaggio nel downswing più stabile. Osservate la parte bassa del corpo, e in particolare il ginocchio sinistro che si trova quasi nella stessa posizione dell’address. Questo è segno di un’azione solida delle gambe, e una buona resistenza delle gambe nel backswing produce una buona rotazione. Neofiti, cercate di imitare!
4 - Rotazione completa
Comparate questo frame col precedente: la differenza della posizione del corpo è immensa. Le spalle adesso sono totalmente ruotate e ciò impone una reazione della parte centrale del corpo. Il ginocchio sinistro esce in avanti verso la palla, i fianchi sono completamente ruotati e tutti i maggiori fasci muscolari del busto sono in tensione, pronti a dare velocità e scaricare la loro forza sullo shaft. Un altro dettaglio importante qui, è dove punta lo shaft all’apice del backswing, perché Ian ha sempre avuto la tendenza a portare lo shaft dietro il gomito destro in una posizione esterna. Questo accade perché un piano più flat delle spalle porta ad avere il gomito destro più basso del sinistro.
5 - La discesa
Siamo nel pieno della discesa, e i fianchi ruotano decisamente. Questa è una fase assolutamente dinamica, ma dovete stare attenti che
il fianco sinistro non sia troppo alto rispetto al destro, perché potrebbe portare ad avere le braccia staccate dalla parte alta del corpo (possiamo notarlo qui un po’, nello spazio che c’è tra il braccio sinistro e le spalle, anche se mi piace in questo momento la posizione delle spalle di Ian). Le braccia ora puntano a destra dell’obiettivo, e questa è una posizione solida e potente. Chiunque sia solito fare slice, dovrebbe usare questa immagine per ricordarsi di tenere la spalla destra indietro e avvicinarsi alla palla con una traiettoria interna.
6 - Faccia del bastone square
La rotazione dell’avambraccio sinistro è fondamentale per permettere a Ian di avere la faccia del bastone square, dietro alla palla. L’avambraccio sinistro porta square la faccia del bastone e riporta il dorso della mano nella stessa posizione dell’address. E’ necessario farlo per controllare il volo della palla con i ferri e perciò si capisce perché è uno dei punti forti del gioco di Ian. L’anca sinistra è solida e la gamba corrispondente si è caricata per sostenere il peso (un appunto: a mio avviso, qui, il piede sinistro si rovescia troppo presto a causa del veloce spostamento di peso. Preferirei vedere il piede sinistro piantato nel terreno durante l’impatto con la palla. E ancora, la parte destra è un po’ bassa, potenzialmente ‘incastrata’, e ciò potrebbe portare a una perdita di solidità nell’impatto).
7 - L’uscita
La parte destra resta ancora indietro nell’uscita dalla palla. Il fianco sinistro spinge verso l’estensione; le mani hanno dovuto correggere leggermente la traiettoria interna ruotando la faccia del bastone square. L’inclinazione della schiena è ancora mantenuta (guardate la posizione nell’address) e ciò permette a Ian di mantenere la pressione sullo shaft nell’impatto, nonostante la posizione un pochino alta delle mani.
8 - Il finish
Il piede sinistro ora è a posto e la parte destra si è alzata ed è anche più avanti della sinistra. Notate i fianchi allo stesso livello e la spalla destra più vicina all’obiettivo. Il finish lungo di braccia è il risultato della traiettoria interna nella discesa e del conseguente aggiustamento con le mani per avere la faccia del bastone square. Ian ha un andamento energico e il ritmo del suo swing è allo stesso modo positivo, assolutamente in linea con la sua competitività.
1 - Set-up interesante
Molte cose interessanti da notare in questa posizione. Iniziamo con lo stance: i piedi di Ian sono piuttosto dritti, puntano avanti, e
durante lo swing ciò genera una buona torsione sul terreno. Salendo nell’immagine, vediamo che Ian carica più peso sulla parte sinistra e ciò porta ad avere la schiena più o meno verticale, nonostante la parte destra sia un po’ più bassa della sinistra nell’address. Un’ultima cosa da notare qui, è la posizione della mani rispetto alla palla. Con un grip neutro, Ian preferisce mettere le mani leggermente indietro rispetto alla palla nell’address, con una leggera angolazione della parte interna del polso sinistro. Caratteristiche personali nel set up di un giocatore molto particolare.
2 - Il take-away
Come detto nella sequenza precedente, mi piace la rotazione del bastone lontano dalla palla. Notate ancora la marca del guanto
esattamente di fronte alla macchina fotografica, quando il bastone è nella posizione a h 9. Le mani sono esterne al piede destro, in maniera evidente, mentre il bastone è parallelo al terreno probabilmente perché le mani erano leggermente dietro alla palla nell’address. Come risultato il braccio destro inizia a andare dietro al corpo, rischiando di far ruotare la schiena verso la buca. Il lavoro di gambe è buono, con poco spostamento di peso e il mantenimento costante della distanza tra le ginocchia.
3 - Metà salita
Le gambe sono ancora molto solide qui, quasi nessun movimento di fianchi né di ginocchia. In effetti le anche stanno rispondendo
appena alla rotazione del tronco mentre il movimento di braccia forza le spalle e il busto a ruotare. La rotazione del braccio sinistro continua, mentre il destro si mantiene in una buona posizione. Il piano dello swing è buono qui; Ian lavora molto per abbassare il piano e fare in modo che il braccio sinistro attraversi il corpo. Il braccio destro si piega per avere una corretta posizione del bastone e tenere il piano più basso.
4 - Rotazione completa all’apice
Ottima coordinazione qui tra braccia e corpo. Ian finisce il backswing alzando il corpo e mantiene il raggio dello swing continuando la rotazione del braccio sinistro e il gomito destro largo. Da qui dovrebbe massimizzare potenza e precisione. Il movimento della gamba
destra è interessante, il fianco destro è qui quasi più vicino all’obiettivo di quanto non fosse nell’address. Questo movimento è un classico tra molti giocatori del tour negli ultimi anni, incluso Aaron Baddeley. La parte sinistra si è spostata verso destra e si vede chiaramente come la schiena si inclini verso il piede sinistro.
5 - Nei polsi, la potenza
Quando scende nel downswing, Ian perde parte dell’ampiezza che aveva all’apice del backswing, e sembra quasi che il braccio destro
resti ‘intrappolato’ dietro il fianco; deve fare attenzione. Allo stesso tempo potete vedere lo shaft ancora completamente carico e la tutta la potenza nei polsi piegati. I migliori pro sanno perfettamente il momento esatto in cui rilasciare la forza: sanno che più tardi scaricano lo shaft, maggiore sarà la potenza scaricata sulla palla.
6 - L’impatto
Questa posizione è molto interessante. Ricordate come erano indietro le sue mani nell’address? Adesso, nell’impatto, siamo nell
a situazione opposta. Ian chiude la faccia del bastone restando indietro nell’impatto e schiaccia la palla in avanti (mi piacerebbe vedere la parte destra più avanti, inclinando di più lo shaft e con le mani più basse e la faccia del bastone più passiva nell’impatto). Un’occhiata al piede sinistro e si capisce che il peso è stato spinto verso l’esterno (una posizione che ci mostra come sia compromessa la stabilità di Ian e come la pressione sul piede sinistro lo abbia spinto a ‘saltare’).
7 - L’uscita dalla palla
Qui si vede chiaramente la parte destra restare indietro mentre la parte sinistra si apre verso l’obiettivo. La ‘trappola’ nella quale si
poteva cadere all’impatto, si è risolta con la mano destra e il relativo braccio che superano la parte sinistra. Se Ian tenesse il bastone più in linea all’apice del backswing e poi verso l’impatto, credo che ci sarebbe una minore azione di mani nell’uscita dalla palla. Quando è in forma, Ian ha un volo di palla dritto e il suo corpo rilascia il bastone con mani e braccia stabili.
8 - L’eleganza del finish
Questo è un finish completo, con un lungo swing di braccia e lo shaft completamente rilasciato. Anche la parte destra adesso ha
terminato la rotazione ed è allo stesso livello della sinistra, girata verso l’obiettivo. Le anche sono allo stesso livello e la rotazione del fianco destro permette un lungo finish. Diversi sono i movimenti che caratterizzano lo swing di Ian, e per questo è una lezione importante: non bisogna avere uno swing da manuale per essere un giocatore di livello mondiale. Con la sua sicurezza e la sua determinazione, Ian ha grandi risultati nel gioco. Lavora sodo e il suo swing migliora. Al suo meglio è eccezionale. Famoso per la sua eleganza, non sottovalutatene swing e abilità, coi quali ottiene grandi risultati.
Golf & Turismo - maggio 2010, pag. 103