Siamo arrivati alla fine della stagione. Una stagione lunghissima ma ricca di soddisfazioni. Sembra davvero ieri quando iniziava il Race to Dubai, con l'Hong Kong Open 2008 e finisce proprio con l'Hong Kong 2009, seguito dal gran finale del Dubai World Championship. L'obiettivo che ho sempre dichiarato per quest'anno era l'ingresso nei primi 50 al mondo. Due anni fa, quando con Denis Pugh mi ero visto a Londra per programmare la stagione mi aveva detto: “adesso sei 170 al mondo, se in 2 anni non ti porto ad essere nei primi 50 vuol dire che avremo sbagliato qualcosa..”. A dire la verità in quel momento mi era sembrato un po' pazzo! Adesso ripensandoci è stata una strada lunga e faticosa ma sembra proprio che avesse ragione lui. Denis in questo è stato fantastico con me, mi ha fatto credere nei miei mezzi più di chiunque altro. Naturalmente adesso l'obiettivo per il futuro è già cambiato, l'asticella è salita ancora, però per adesso è giusto godersi un attimo quello che arrivato quest'anno. Dopo il secondo posto in Portogallo ho avuto due settimane a Londra per poter lavorare e prepararmi per l'ultimo sprint della stagione. La prima tappa è stata l'HSBC a Shanghai, gara dei campioni diventata per il primo anno prova del World Golf Championship. Il field era ovviamente eccellente con quasi tutti i migliori al mondo, compresi Tiger e Mickelson, che ha ottenuto la vittoria finale. Per me è stata una settimana positiva con il 10° posto finale, ottimo considerando che era la mia prima esperienza in un torneo di questo tipo. Le sensazioni sono state positive tutta la settimana, anche se il primo giorno mi ha lasciato un po' di amaro in bocca un finale negativo con un doppiobogey alla penultima buca. La nota più bella è stato il finale con tre birdie le ultime tre buche alla domenica per terminare appunto al decimo posto. E' stato molto interessante giocare in un torneo del genere per potersi confontrare con i migliori al mondo. Devo dire che i Major hanno tutto un altro fascino e un altro tipo di pressione sui giocatori, per cui rimangono sicuramente i tornei più ambiti da giocare e da vincere. Successivamente ci siamo trasferiti ad Hong Kong, dove ho quasi bissato la prestazione dell'anno scorso finendo 3° parimerito, e facendo un ulteriore salto nel World Ranking, che sarà probabilmente quello che mi permetterà di partecipare al Masters di Augusta nel 2010. Questa è stata l'ultima tappa prima del Dubai World Championship, tappa finale dello European Tour per la stagione 2009. Le aspettative erano molto alte tra tutti i giocatori, per questo torneo di cui si è parlato per tutto l'anno e che finalmente potevamo tentare di vincere. L'organizzazione del torneo è stata impeccabile e penso che tutti siano rimasti soddisfatti di questa prima edizione. Io purtroppo sono arrivato a questo appuntamento con poche energie rimaste ed ho pagato per questo durante la settimana. Ho commesso più errori di quello che faccio di solito, e anche se a volte con l'orgoglio cercavo di rimettere in sesto la situazione non sono riuscito ad andare oltre al 30° posto. Sicuramente un po' di disappunto l'ho provato, però ripensando alla stagione non posso che esserne felice, avendo raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero prefissato. Inoltre ho finito al 14° posto nell'ordine di merito, mia prestazione migliore di sempre e buona abbastanza per farmi rientrare nel bonus pool di fine stagione, a cui avevano diritto i primi 15. Alla fine della stagione mancava in verità ancora un appuntamento: la World Cup a Mission Hills in coppia con mio fratello Edoardo. Dopo Dubai avevo un po' il timore di aver finito le energie, sensazione confermata nei primi giorni della settimana. A quel punto però mi sono deciso ad affrontare il problema con alcune sedute di palestra, a costo anche di sacrificare il lavoro tecnico. Penso che proprio questo mi abbia aiutato a recuperare poi nel torneo. La prima giornata è stata per me un po' difficile, Il piano era comunque quello di cercare di non perdere troppa distanza nel primo giro, cosa che ci era successa negli anni precedenti. Dal secondo giro poi tutto ha iniziato a girare alla perfezione, sia io che Dodo eravamo in forma e ci divertivamo davvero tanto a giocare insieme. Mi ricordo quando solo pochi anni fa speravamo un giorno di arrivare a vincere questo torneo insieme. Penso sia stato sempre uno dei noi sogni e obiettivi, anche se onestamente fino a poco tempo fa sembrava ancora molto lontano. L'ultima giornata è stata l'apoteosi di una stagione incredibile per tutti e due. Abbiamo lottato anche quando eravamo quattro colpi dietro ai leader, poi dalla buca 8 in avanti fino alla 13 c'è stata la svolta, con qualche bogey degli irlandesi e qualche birdie nostro. Penso che alla fine ci sia stata un po' di tensione sia per Dodo che per me, l'occasione era però troppo grossa da essere mancata. Non ho mai dubitato di portare a casa il trofeo, penso che sia stato lo stesso per mio fratello e la gioia dell'ultimo putt è stata davvero indescrivibile. Sembra ancora un sogno, anche se c'è anche la consapevolezza che questo successo sia stato meritato. Abbiamo voluto questa vittoria con tutte le nostre forze e una piccola parte di noi ci sperava fin dall'inizio. Come dicevo all'inizio la stagione è stata molto lunga, attraversando fasi buone e meno buone. Il momento più buio è stato quello della squalifica in Irlanda, dove avendo commesso una leggerezza ho compromesso un torneo che poteva essere molto importante. La mia fortuna è stata quella di avere vicino mia moglie Valentina, la mia famiglia e i miei amici che mi hanno aiutato in modo incredibile. Il momento che ricordo con più felicità, a parte ovviamente il successo della Coppa del Mondo, è il PGA in America, per aver finito nel top ten per la prima volta un major. E' stata una settimana fantastica, dove mi sono divertito moltissimo con Valentina e con Denis, in uno scenario davvero unico, con una cornice di pubblico pazzesca (40.000 persone per il giro di prova al mercoledì) e su un campo storico come quello di Hazeltine. Adesso l'inverno servirà a preparare una stagione ancora più intensa come quella che mi aspetta, con la possibilità di giocare tutti i Major e in cui dovrò riuscire a migliorare ancora i miei ranking. Prima però un po' di meritato riposo, indispensabile per ricaricare le batterie fisiche e ancora prime mentali.
Francesco Molinari