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The Open: pinza e bugie per Phil

Di Isabella Calogero

L’americano regge in una giornata
ventosa e durissima aiutandosi
anche con una pinza tra i capelli

Come si prova a vincere un Open Championship nel vento di Troon?
Beh, due cose fa Mickelson: uno, si pinza il cappello alla chioma per non farlo volare via nelle folate bastarde che vanno e vengono tra le dune del links; due, mente benissimo a se stesso.
Un esempio?
“It’s ok, we have a good break”: è tutto ok, abbiamo una buona pendenza. Queste le prime parole di Bones, il caddie di Phil The Thrill Mickelson, dopo che il suo protegeé aveva clamorosamente flappato il secondo colpo alla maligna 11, restando corto al green di una ventina di metri.
Che poi la “buona pendenza” fosse un approccio dal terreno duro come il marmo, a scavalcare prima un bunker tombale e poi 5 metri di avant green pestifero, per volare poi di un soffio una dosso maligno, per poi finalmente accoccolare dolcemente la pallina verso la buca manco fosse un cocker davanti al camino, beh, in tutta onestà non era così importante.
Piuttosto, in quel frangente da crollo degli dei, l’importante era mentire a Phil. Fornirgli un appiglio per continuare a sperare. Inventargli una realtà fasulla per metterlo in salvo. Fornirgli una piccola dose di Xanax naturale con cui recuperare ottimismo e fiducia per provare a salvare il par.
Detto, fatto. Perché Phil ci crede. Ancora meglio del caddie. Ed è questa la sua vera forza bruta: quel narcisismo totale che gli deriva da una visione alterata della realtà che solo i grandi giocatori d’azzardo come lui sanno perseguire.
E dunque, pur avendo lottato come un leone per trovare il ritmo di uno swing che in discesa oggi pareva avere una ripartenza troppo veloce nella ricerca dell’appoggio a destra, nonostante tutto, al termine di una giornata durissima l’americano è ancora lì, secondo a un unico colpo da Stenson, provvisoriamente in testa al torneo a meno 12.
Ora: io ve lo dico. Se è vero che sono tornati i Pokemon, allora è vero che anche Phil può tornare a vincere un altro Major. Armato della sua pinza e di un ritmo rinnovato, può benissimo ancora fare il colpaccio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 16 luglio 2016
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