Ryder Cup: si parte con la cerimonia d’apertura

Di Andrea Ronchi

Tutto è pronto all’Hazeltine National GC
per la 41ma edizione della gara. Giovedì
la cerimonia d’apertura con la presentazione dei team

I team di Europa e Stati Uniti affinano la condizione e l’intesa a due giorni dall’inizio della 41ª  Ryder Cup (30-settembre-2 ottobre) sul percorso dell’Hazeltine National GC, a Chaska nel Minnesota. Domani, giovedì 29 settembre, si entrerà ufficialmente nel clima della sfida con la Cerimonia d’Apertura, sempre suggestiva, in cui verranno presentate le compagini.

Gli Stati Uniti, affidati a Davis Love III, già capitano della squadra sconfitta nel 2012 al Medinah CC nell’Illinois, schierano: Dustin Johnson, Jordan Spieth, Phil Mickelson, Patrick Reed, Jimmy Walker, Brooks Koepka, Brandt Snedeker e Zach Johnson, entrati di diritto, e Rickie Fowler, J.B. Holmes, Matt Kuchar e Ryan Moore, gratificati da una wild card del capitano. Love III sarà affiancato dai vice capitani Tiger Woods, Bubba Watson, Jim Furyk, Tom Lehman e a Steve Stricker.

L’Europa, guidata dal nordirlandese Darren Clarke, è composta dagli inglesi Danny Willett, campione Masters, Justin Rose, oro olimpico, Chris Wood, Andy Sullivan e Matthew Fitzpatrick, dal nordirlandese Rory McIlroy, dallo svedese Henrik Stenson e gli spagnoli Sergio Garcia e Rafael Cabrera Bello, selezionati dalle apposite classifiche, e dal tedesco Martin Kaymer, dall’inglese Lee Westwood e dal belga Thomas Pieters, che hanno ottenuto una wild card. Vice capitani: Thomas Bjorn, Padraig Harrington, Paul Lawrie, Ian Poulter e Sam Torrance

Clima sereno in casa europea, almeno stando a quanto ha dichiarato Darren Clarke: “L’altra sera l’abbiamo passata tutti insieme, giocatori e staff, ed è stata molto rilassante. Abbiamo parlato di vari argomenti per circa un’ora, poi tutti liberi. Qualcuno, a causa del cambio di fuso orario, è andato presto a dormine. Oggi abbiamo fatto la prova campo. Ho unito due veterani della Ryder Cup con due debuttanti nelle tre partite, che sono servite solo per studiarlo. Quindi ognuno lo ha percorso come ha ritenuto di doverlo fare secondo le sue necessità. Siamo un gruppo molto unito, e questo è fondamentale per tale gara, inoltre le cose stanno andando meglio di quanto pensassi”.

Probabilmente c’è un po’ di nervosismo sul fronte a stelle e strisce, poiché ci sono tre sconfitte di fila da cancellare con una vittoria, che tutta la nazione chiede. Inoltre bisogna cambiare la brutta rotta intrapresa dalla squadra negli anni 2000 con un solo successo in sette incontri, contro sei rovesci.

Anomalia “ufficiale” – La Ryder Cup, che nel 2022 è stata assegnata all’Italia e si disputerà a Roma sul percorso del Marco Simone Golf & Country Club, è l’anomalia “ufficialmente” riconosciuta del golf, dove l’etichetta, una delle bandiere di questo sport, viene assolutamente ignorata, e dove si creano grandi tensioni sia tra i giocatori che nel pubblico, spesso portato a eccessi di tifo da stadio di calcio. E’ l’evento più seguito al mondo dopo le Olimpiadi e i Mondiali di calcio e, forse, oltre che per il campanilismo che oppone due continenti, piace anche per questa dose di “follia” che l’accompagna.

La formula – Il torneo si svolge con formula match play. Nelle prime due giornate si disputano due sessioni di quattro incontri di doppio, foursome al mattino e fourballs nel pomeriggio, poi il gran finale con dodici singoli. Si assegna un punto per ogni match vinto e mezzo punto per la parità. In palio 28 punti. In caso di pareggio nel conto finale la Ryder Cup rimarrà all’Europa quale defender.

Il percorso – Sebbene sia avvenuta da tempo, da quando cioè le cose non si erano messe così male per gli Stati Uniti, la scelta dell’Hazeltine National GC sembra sia stata dettata da una specie di premonizione. Infatti il tracciato appare come ideale per chi voglia tendere una trappola all’avversario, situato peraltro nell’Upper Midwest, dal clima non sempre gradevole. Opera dell’architetto Robert Trent Jones, ritoccato successivamente dal figlio Rees, il campo (yards 7.674, par 72) si estende tra dolci colline, boschi secolari, laghi e praterie. Segue l’andamento del terreno, ma occorre tanta precisione su ogni colpo per non trovarsi nel punto sbagliato al successivo, con inevitabili penalizzazioni. Tra le buche più impegnative, la 7 (par 5, yards 572), con un torrente lungo il lato sinistro del fairway, che Johnny Miller, un grande del passato, ha definito come la buca più difficile affrontata in carriera. Complicate anche la 8 (par 3, yards 176), con green circondato da bunker e acqua, e la 12 (par 4, yards 518) dove la presenza di tre bunker in posizione strategica rende molto alta la percentuale di errore.

L’album dei ricordi – Come di consueto, il capitano della squadra di casa Davis Love III, avrà chiesto di usare particolari accorgimenti nella preparazione del campo, per favorire al meglio i suoi. Sicuramente, però, non è arrivato agli eccessi del compianto Severiano Ballesteros, capitano europeo, che nel 1997 ridisegnò in fretta e furia la buca 17 del percorso di Valderrama in Spagna. Infatti  per rendere la vita difficile agli statunitensi, troppo “lunghi” dal tee, “strozzò” il fairway nel punto di atterraggio della palla e li costrinse a utilizzare solo ferri. Però vinse (14,5-13,5). Ci mise del suo anche Costantino Rocca, primo italiano a disputare la Ryder Cup, che sconfisse in singolo Tiger Woods (4/2).

© RIPRODUZIONE RISERVATA 28 settembre 2016
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