-->

PGAI: pro e professione

Di Silvia Audisio

Un mestiere, molte opportunità.
Questo il tema del seminario di PGA Italiana appena concluso.
Al centro del dibattito il modello italiano raccontato dai protagonisti

Con un nuovo Presidente e un rinnovato Consiglio direttivo, PGA Italiana riparte dalla formazione. Il seminario annuale, primo degli appuntamenti nel ricco menu di stagione, si è tenuto ieri al Golf Club le Robinie (Varese) con una platea record di 180 tra Pro e Proette.

Voglia di approfondimento, di comprendere meglio quali opportunità offre il mestiere, di condividere le proprie esperienze con i colleghi. Il Professionista ridefinisce il suo ruolo in un sistema golf e in un mercato che cambiano. Tanti gli spunti, quanti i molteplici aspetti di quest’attività capace di vivere e proporre il golf a 360 gradi.

Punto di partenza della giornata di lavori, il core business della professione, ovvero l’insegnamento: dall’allievo che inizia, all’agonista, al campione, l’approccio si adegua e le competenze si ridefiniscono. Teaching vs Coaching, due mondi complementari esplorati dai Pro dedicati al settore tecnico e alle squadre nazionali, Alberto Binaghi e Roberto Zappa, con la regia di Federica Dassù. Il maestro insegna il gesto tecnico, programma interventi sul lungo periodo, usa tecnologie; l’allenatore insegna a competere, fornisce consigli pratici veloci, lavora sulla strategia ed esalta il talento. Importante che le due figure collaborino, per non creare incertezza nell’allievo.

Vecchie e nuove tecnologie, tema sempre attuale, affrontato da Romolo Napoleoni e Niccolò Bisazza. Maestro di circolo della vecchia scuola, il primo, richiama alle doti di versatilità necessarie per far giocare nel quotidiano persone molto diverse, magari anziani o signore che non hanno mai fatto sport; il secondo riconosce alla tecnologia un miglioramento della sua capacità d’insegnamento, anche se tra i parametri che si ricavano dagli strumenti bisogna saper leggere e selezionare cosa serve veramente all’allievo. Tutti concordi che gli apparecchi di ultima generazione hanno addirittura smentito precedenti conoscenze. Ma anche che un buon giocatore talentuoso e istintivo può smarrirsi se, messo a nudo dalla macchina, non si ritrova con i dati.

Altre voci di PGA Italiana hanno raccontato esperienze diverse. Antonio Dissette, la sua specializzazione nel Club Fitting, una competenza che gli permette di assistere meglio gli allievi, osservando che troppo spesso nella sacca ci sono bastoni non adatti. Per Ascanio Pacelli il ruolo di Club Manager e il percorso da compiere per ottenere la certificazione internazionale: come valorizzare meglio la funzione del Pro all’interno del circolo. Roberto Zappa, questa volta in veste di Talent televisivo, ha colto una fortunata opportunità e l’ha trasformata in preparazione e aggiornamento costanti. Per Alessandro Rogato, Tournament Promoter, esperienze di gioco e di insegnamento hanno lasciato spazio a idee e percorsi nuovi, dall’organizzazione di gare minori per i giovani Pro, alla responsabilità di tutti i tornei italiani organizzati dalla Federazione, Open d’Italia incluso. Per Baldovino Dassù, invece, sono stati i brillanti risultati ottenuti da giocatore ad aprigli la strada del Golf Course Designer. Con l’esperienza e qualche buona lettura, ogni Professionista nel suo circolo potrebbe dare utili consigli in caso di modifiche al campo. L’idea di Giorgio De Pieri, Personal Trainer, è quella di offrire all’allievo un team di supporto (atletico, mentale, alimentare) che migliori il suo benessere fisico, la performance di gioco e, di conseguenza, incrementi l’attività con il maestro.

Tema di chiusura quello della Ryder Cup 2022, assegnata a Roma. Le emozioni della gara raccontate da Donato Di Ponziano, che ha fatto parte del Board; il successo della proposta italiana nelle parole di Marco Durante, coordinatore del Bid. E quello che ci attende: Open d’Italia da sette milioni di euro, maggiore attenzione, nuovi sponsor, investimenti per la promozione del gioco e la crescita dello sport. Un percorso che vedrà impegnati i Professionisti italiani a fianco della Federazione.

I partner

Apart, brand italiano di palline da golf, con due modelli: C1 per il giocatore di medio livello, H1 per prestazioni superiori. (apartgolf.com)

Golf Paradise, integratori alimentari pensati per dare pronte risposte in campo, con tre formule: Power, fonte di energia immediata; Caddy, un’azione prolungata nel tempo; Precision, per favorire concentrazione e calma. (thegolfparadise.com)

Keope, struttura ergonomica essenziale a risonanza propriocettiva, dove il corpo si abbandona al riposo profondo; posizione e vibrazioni producono defaticamento, una migliore postura scheletrica, una circolazione più attiva.

ProXperience, un team al servizio dell’atleta che si prende cura della sua preparazione fisica, mentale, alimentare; test, analisi, consulenze, tutto in un unico centro a Milano. E allenamenti anche a distanza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 03 febbraio 2016
Tags
Ultimi articoli