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PGA: Matsuyama vince nella bolgia di Phoenix

Di Fulvio Golob

An getta al vento, o meglio in acqua, la vittoria e finisce sesto.
Il Waste Management Open viene vinto nuovamente dal giapponese,
campione in carica, dopo il play off con Webb Simpson

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È bastato un colpo in acqua a metà dell’ultimo giro e lo swing di An non ha retto. Il giovane coreano ha realizzato un parziale di +4 nelle buche di rientro crollando al sesto posto. Ne hanno approfittato Hideki Matsuyama e Webb Simpson che sono balzato al comando a quota -17. I due hanno dato vita a un play off spettacolare durato ben quattro buche. Dici i due par consecutivi alla 18, si è andati alla buca 10, conclusa ancora in par da entrambi. Decisiva quindi la buca 17, par 4, dove il giapponese ha realizzato il birdie che gli è valsa la vittoria.

Ultimo atto per il Waste Management Open. Con 16 sotto il par (66 66 65), il coreano Byeong Han Hun guida la classifica con un colpo di vantaggio sullo scozzese Martin Laird (67 66 65) e quattro (-12) sul quartetto formato dagli americani John Peterson e Michael Kim, dal canadese Graham DeLaet e dal sempre più convincente giapponese Hideki Matsuyama, al momento secondo nella classifica della FedEx Cup dietro Justin Thomas, uscito al taglio in Arizona. Da segnalare il settimo posto di Matt Kuchar (-11), il 12° di Phil Mickelson (-10), il 17° dello spagnolo Jon Rahm (fresco vincitore a Torrey Pines) e Rickie Fowler (-9), il 21° di Zack Johnson e Jordan Spieth (-8).

Gara senza rivali al mondo per partecipazione di pubblico sul percorso (nella sola giornata di sabato 5 febbraio oltre 204mila i presenti), il TPC di Scottsdale, un sobborgo di Phoenix (Arizona). Di questi circa 30mila sono assiepati sulla celeberrima 16 (nella foto), par 3 trasformato in una vera e propria arena. E davvero servono a poco i timidi tentativi dei volontari con i cartelli “Silence”, perché a ogni arrivo di un team e durante ciascun colpo al green la buca diventa una vera e propria bolgia, con pubblico coloratissimo, rumoroso e ben dotato di lattine di birra, che inevitabilmente volerebbero in campo nel caso di una “hole in one”. Qui sotto, l’elenco delle nove buche in uno realizzate fino a oggi, l’ultima delle quali del nostro Francesco Molinari nel 2015. Famosa quella del giovanissimo Tiger Woods nel 1997, replicata il giorno dopo dal suo grande amico Steve Stricker.

  • 1988 – Hal Sutton, terzo giro
  • 1990 – Brad Bryant, primo giro
  • 1990 – David Edwards, terzo giro
  • 1991 – Jay Delsing, primo giro, ferro 9
  • 1997 – Tiger Woods, terzo giro, ferro 9
  • 1997 – Steve Stricker, quarto giro, ferro 6
  • 2002 – Mike Sposa, secondo giro, ferro 7
  • 2011 – Jarrod Lyle, terzo giro, ferro 8
  • 2015 – Francesco Molinari, terzo giro, PW
© RIPRODUZIONE RISERVATA 05 febbraio 2017
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