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PGA Tour: allo spareggio Matsuyama supera Fowler

Di Fulvio Golob

Nel Waste Management Phoenix Open
in Arizona, il giapponese batte
il californiano alla quarta buca di playoff

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QUARTO GIRO – Il 17 non porta davvero fortuna a Rickie Fowler. Il campione californiano era in vantaggio di due colpi dopo la terzultima buca del Waste Management Phoenix Open (PGA Tour). Un clamoroso errore di bastone (driver anziché legno 3 per il tee shot) gli ha fatto finire la palla lunga in acqua alla 17, un par 4 corto e raggiungibile con il primo colpo. Bogey inevitabile, mentre in contemporanea il giapponese Hideki Mastuyama otteneva invece un birdie.

Chiusa senza sorprese la 18, i due – entrambi a -14 – si sono affrontati nel playoff. Lo spareggio sulla 18 (due volte) e la 10 non ha sciolto il quesito riguardo il vincitore. La quarta buca scelta per il sudden death è stata quindi la 17 che, per la seconda volta, è costata cara a Fowler. Nonostante la scelta del legno 3, Rickie è finito nuovamente in acqua, stavolta a causa di una parabola troppo a sinistra, che ha fatto finire la palla in ostacolo prima del green. Matsuyama chiudeva in par, cosa che per la penalità non riusciva a Fowler, e si aggiudicava così il suo secondo torneo sul PGA Tour (il precedente era stato il memorial Tournament nel 2014). Per lui 1.170.000 dollari sui 6 milioni e mezzo del montepremi totale.

Alle spalle dei due, in classifica Harris English (-12), il neozelandese Harry Lee (-11 e in testa dopo 54 buche) e Boo Weekley (-10). Prossimo e atteso appuntamento sul Tour l’AT&T Pebble Beach Pro-Am, in programma da giovedì 11 a domenica 14. In campo Spieth, Day, Watson e Mickelson.

TERZO GIRO – Ancora un cambio della guardia in vetta al Waste Management Phoenix Open (PGA Tour) dove è salito il neozelandese Danny Lee con 200 colpi (67 66 67, -13).

Al TPC Scottsdale Golf (par 71), nella città dell’Arizona da cui il club prende il nome, il leader si è concesso una possibilità di vincere dall’alto dei tre colpi di vantaggio acquisiti su due avversari peraltro piuttosto agguerriti quali Rickie Fowler e il giapponese Hideki Matsuyama (203, -10). Al quarto posto con 204 (-9) Bryce Molder e Boo Weekley e al sesto con 205 (-8) Phil Mickelson, rinvenuto con un 65 (-6) dal 37°. Questo terzetto ha chances di inserirsi nella corsa al titolo, anche se abbastanza ridotte, mentre non ne hanno più Webb Simpson, decimo con 207 (-6), e Zach Johnson, 17° con 208 (-5). Possono solo provare a migliorare la propria posizione Keegan Bradley, 31° con 210 (-3), Bubba Watson, 39° con 211 (-2), Brandt Snedeker, 50° con 212 (-1), Brooks Koepka, campione uscente, 53° con 213 (par), e il sudafricano Retief Goosen, 62° con 216 (+3).

Danny Lee, 25 anni, nato a Incheon in Corea e con un titolo nel circuito (Greenbrier Classic, 2015) e uno nell’European Tour (Johnnie Walker Classic) ottenuto nel 2009 quando era ancora dilettante, ha preso il largo realizzando un parziale di 67 (-4) colpi con sei birdie e due bogey.

Il montepremi è di 6.500.000 dollari con prima moneta di 1.170.000 dollari.

SECONDO GIRO – In Arizona, sempre per l’oscurità, pochi flight non riescono a chiudere le seconde 18 buche. La classifica comunque è solidamente delineata e vede al primo posto James Hahn, americano nato a Seoul, che firma il miglior score di giornata (65, sei sotto par, dopo il 67 iniziale) e si porta a -10. A una sola lunghezza la coppia formata da Rickie Fowler (65 68) e dall’altro coreano naturalizzato neozelandese, Danny Lee (67 66). Per Fowler, nello stadio della celebre buca 16, un tifo enorme, pari solo a quello che ha accolto Phil Mickelson, idolo degli spettatori ma solo 37° in classifica, a -2.

Alle spalle dei tre battistrada, con -7, terzetto cosmopolita formato da Harris English, dal giapponese Hideki Matsuyama e dall’irlandese Shane Lowry. Sarebbe con loro anche Keegan Bradley ma, come scritto nella cronaca di ieri, pesa sul suo score la doppia penalità dovuta alla sacca con 15 bastoni. Maggior recupero di giornata quello di Jeff Overton (dal 63° al nono posto) e salita dal 30° al 13° per Bubba Watson (69 69), con lo stesso score totale di -4 registrato da Brandt Snedeker, fresco vincitore a Torrey Pines.

Il montepremi è di 6,5 milioni di dollari di cui 1.170.000 andranno al vincitore.

PRIMO GIRO – Per problemi di oscurità, non tutti finiscono le 18 buche iniziali. Si riparte venerdì alle 7,30 locali (15,30 italiane) per chiudere le ultime buche, poi secondo giro come da programma. La classifica, che vede in testa un Rickie Fowler in smagliante forma, è comunque quasi definitiva. Assieme a lui, con lo score di -6, anche l’irlandese Shane Lawry e il giapponese Hideki Matsuyama. A un colpo dai primi l’indiano Anirban Lahiri e lo statunitense Bryce Molder.

Nello score di Fowler tre birdie e un eagle nelle prime cinque buche, che dimostrano subito come il taglio subito a Torrey Pines lo scorso weekend fosse solo un incidente di percorso, dovuto forse in parte alla stanchezza per il gran girare intorno al mondo degli ultimi tempi. Per lui un’eccezionale giornata sui green, con soli 24 colpi tirati e una dozzina di “one putt”.

Ha fatto discutere la dichiarazione di Bubba Watson, 31° con -2, che ha detto di non amare il torneo di Phoenix e di essere presente solo per onorare gli impegni con gli sponsor. Stesso score e piazzamento anche per Phil Mickelson.

Sarebbe invece stato a un solo colpo dai leader Keegan Bradley, se lui e il suo caddie non si fossero dimenticati in sacca un quindicesimo bastone. Bradley, a seconda delle necessità, porta con sé un ferro 3 e un ibrido, scegliendo dopo la sessione in campo pratica. Cosa che stavolta non è però avvenuta. Sul green della 1 Keegan e il caddie si sono accorti dell’errore e così lo score dell’americano si è appesantito con due colpi di penalità.

Il montepremi è di 6,5 milioni di dollari di cui 1.170.000 andranno al vincitore.

PROLOGO – Dopo la straordinaria buca in uno di Francesco Molinari, anche i golfisti italiani si ricordano meglio del Waste Management Phoenix Open. Disputato sul percorso del TPC Scottsdale, alla periferia di Phoenix, in Arizona, è uno degli appuntamenti più speciali del PGA Tour. In primo piano la sua buca 16, par 3 circondato da un vero e proprio stadio, che può contenere più di 15.000 spettatori, resa famosa fin dal 1997 per un’altra hole in one, realizzata dall’allopra giovanissimo Tiger Woods.

Al via del torneo, dotato di un montepremi di 6,5 milioni di dollari di cui 1.170.000 andranno al vincitore, fra gli altri Rickie Fowler, Phil Mickelson, l’attuale numero uno della FedEx Cup Kevin Kisner e Brandt Snedeker, fresco vincitore a Torrey Pines. Nessun italiano al via.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 08 febbraio 2016
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