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Open d’Italia:
la magia di un 62

Di Andrea Vercelli

Marcus Fraser, attuale n. 136 della Race to Dubai,
racconta il suo fantastico secondo giro al Golf Club Milano
che lo colloca leader in club house insieme a Matt Wallace

Quello di oggi è il tuo più basso score mai realizzato in un giro in carriera. Hai avuto anche un po’ di fortuna, come nell’ultimo birdie alla 18.
“Sì l’ultimo birdie è entrato perché nel golf ci sono giornate in cui tutto funziona perfettamente, anche il fattore fortuna! Alla 18 ho preso gli alberi a sinistra con il tee shot e probabilmente mi hanno salvato dal fuori limite, poi ho fatto un gran secondo colpo e sono riuscito a rimettermi in carreggiata. Certo quando ho visto la palla entrare per il birdie ho pensato, questa è una di quelle giornate da ricordare…”.

Hai messo insieme una striscia di sei birdie in sette buche tra la 8 e la 14, raccontaci quel momento.
“Penso di non aver mai giocato così bene nelle prime due giornate di gara di un torneo del Tour, il putt poi è stato incredibile. Sentivo di poter imbucare da qualsiasi punto e in effetti ne ho lasciati davvero pochi per strada. Quando si vivono giornate del genere è davvero fantastico, poi devo dire che i green quest’anno sono molto belli e io sono riuscito subito ad avere un ottimo feeling interpretando al meglio la loro velocità”.

Sei attualmente numero 136 della Race to Dubai, cos’è successo quest’anno?
“Diciamo una stagione piuttosto frustrante in cui non sono mai riuscito ad esprimermi a buoni livelli. Avevo un po’ perso fiducia nel mio gioco e nelle mie possibilità ma poi, quando ti capitano giri come questi, ti rendi conto che non tutto è da buttare e che sei ancora in grado di essere competitivo. Ora non devo farmi sfuggire l’occasione, devo continuare a lavorare duro e tornare ad essere costante, recuperando il lato positivo del mio gioco”.

Avevi capito di aver chiuso in 62 oggi o eri più concentrato sul gioco che sul punteggio?
“Non ho mai visto nessuno quest’anno fare un punteggio simile. No, in realtà non ho fatto molti calcoli, ho cercato di vivere il momento e di godermelo al massimo. Non mi sentivo così a mio agio su un campo da golf da molto tempo, una sensazione stupenda”.

Qual è stato il punto chiave di questo tuo giro?
“Intorno alla fine delle prime nove buche. Ho fatto birdie alla 6, poi alla 8 e alla 9. Alla 10 mi sono ripetuto e lì è scattato qualcosa, la fiducia è aumentata e ho infilato altri due birdie alla 11 e 12. Giocare così per me è stata una sorta di rinascita, una sensazione che non avvertivo da tempo. Sono stato molto vicino, prima di questa settimana, a tornare a casa e a concedermi un periodo di break, cercando di capire cosa non andava. Ma quando poi trovi giornate come queste tutti i timori e le incertezze svaniscono in un istante. Ora spero solo di continuare così e non perdere questo feeling ritrovato”.

Secondo te le condizioni meteo di questa mattina, praticamente perfette, hanno contribuito al tuo risultato finale?
“Al mattino presto faceva leggermente freddo e la palla volava un po’ meno ma è durato per 5/6 buche. I green erano perfetti come del resto tutto il campo. Penso che anche nel pomeriggio continueremo a vedere ottimi score”.

Cambia qualcosa ora alla luce di questa leadership?
“Essere in testa è una bella sensazione, cercherò di essere paziente e di continuare a giocare con lo stesso spirito dei primi due giri. Ma non mi monto la testa, ancora non ho fatto nulla, è solo una ottima partenza, c’è ancora tanto golf da giocare in 36 buche e ci sono molti giocatori forti in grado di recuperare velocemente i colpi di distacco. Sarà un grande week end, tutto può ancora succedere”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 13 ottobre 2017
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