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Open d’Italia: la lezione di Chicco

Di Isabella Calogero

Francesco Molinari vince la 73sima edizione del nostro torneo,
diventando il secondo azzurro nella storia a bissare il titolo

Volere è potere” è la frase preferita di quelli che credono di poter far girare il mondo a loro piacimento. L’esperienza insegna però che nel golf nulla gira a proprio piacimento. La palla può entrare in buca, sbordare, uscire: sono tutti capricci del destino, il più delle volte. Ma con questi capricci bisogna sapere scendere a compromessi con umiltà e pazienza.
Ora: umiltà e pazienza sono due delle doti di Francesco Molinari, il ragazzo normale e per bene della porta accanto che quando occorre sa farsi eroe, caricandosi sulle spalle le aspettative golfistiche di un paese intero.
Con umiltà e pazienza lo ha fatto dieci anni fa a Tolcinasco, lo ha fatto nella Coppa del Mondo del 2009, lo ha fatto nelle sue due Ryder Cup e lo ha rifatto oggi al Golf Milano, diventando il secondo azzurro a bissare un titolo nel nostro massimo evento golfistico.
Con umiltà e pazienza, Molinari nei suoi successi ci ha sempre assicurato un modello di educazione e rispetto meglio di quanto oggi non riesca a fare la nostra società, dove il diritto spesso è travolto dalla forza. Certo, Francesco gareggia per vincere e non per partecipare, con buona pace di De Coubertin, nel cui motto esiste da sempre una sorta di rinuncia preventiva, ma lui quella rinuncia non l’ha mai messa in conto. Neppure quando quei capricci del destino di cui discutevamo prima gli si sono messi di traverso sulla buca come un tronco nel mezzo di un torrente.
Ecco: umiltà e pazienza, sono sempre state le risposte allora come oggi di Francesco. Ed è questa la più grande lezione che ci lascia al Golf Milano il Chicco nazionale: in un universo esemplare come è o dovrebbe essere quello sportivo, la serietà, il lavoro, la professionalità, la determinazione, l’umiltà e la pazienza contano ancora. Eccome se contano. E sarebbe un bene che non ce lo dimenticassimo mai, noi che siamo invece abituati a vivere e a consumare le nostre giornate in un universo urlato, nel quale il sopruso, la forza e l’arroganza calpestano quotidianamente i diritti di ciascuno.
Per cui, sì, grazie di tutto Francesco. Oggi come allora.
© RIPRODUZIONE RISERVATA 18 settembre 2016
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