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Open d’Italia:
la chiave è il putt

Di Redazione

Francesco Molinari chiude in 64 (-7)
e prende la testa dopo il primo giro.
Ecco le sue dichiarazioni dopo gara

Tanta, tantissima gente. Molto più forse delle più rosee aspettative in questa prima giornata del 74° Open d’Italia. Il primo giro nella mattinata propone subito il campione in carica Francesco Molinari in campo con Danny Willett e Alex Noren; è questa la partenza da non mancare e nessuno vuole perdersi lo spettacolo a pochi passi. “Mai vista così tanta gente in campo il giovedì mattina – confida soddisfatto il presidente del Golf Club Milano, Armando Borghi, al seguito di Molinari – non possiamo che essere davvero soddisfatti”. E Chicco non delude; partito dalla buca 10 firma un fantastico 30 sulle prime nove con 5 birdie, 34 invece sulle seconde (le prime nove del percorso di Monza), certamente più tricky, con quattro birdie (1, 2, 6 e 9) e due bogey (3 e 8). L’ultimo birdie lo ricolloca in testa, proprio là dove aveva chiuso 12 mesi prima, conquistando il suo secondo titolo in carriera all’Open d’Italia.

“Da una settimana sto provando un nuovo putter, il Bettinardi 2T, e mi trovo davvero bene. Ho puttato come mai prima quest’anno, tutto ha funzionato e avevo un ottimo feeling. Sarà difficile ripetersi a questi livelli sui green nei prossimi giorni – ha dichiarato al termine del suo giro -. Quello che certamente posso migliorare sono i tee shot, soprattutto con il legno 5, un bastone con cui non ho un grende feeling ma che qui è indispensabile in un paio di colpi di partenza. L’esperienza sul PGA Tour mi ha reso certamente un giocatore migliore: lì si putta sempre su green perfetti e si impara ad attaccare maggiormente la buca. Ricominciare all’Open d’Italia in questo modo è davvero bello, sono stato bravo a resettare tutto e a ripartire da zero. Essere lì tra i primi è fantastico ma c’è ancora molta strada da fare, siamo solo all’inizio, vediamo cosa fanno quelli in campo il pomeriggio”.

Deludente il campione Masters 2016, Danny Willett, per lui solo 73 lontanissimo dal giocatore solido e determinato che avevamo imparato a conoscere lo scorso anno. Bene invece uno degli altri grandi nomi di questo Open, Alex Noren, numero 15 del mondo, che con un solido 66 occupa la settima posizione. Tra gli altri azzurri impegnati in mattinata spicca l’ottima prova di Stefano Mazzoli, autore di un 67 che vale la nona posizione provvisoria, Renato Paratore, 13° con 68 (-3), Enrico Di Nitto e Lorenzo Scalise, 26esimi con 69 . Matteo Manassero ha chiuso in stretto par e domani sarà costretto a un giro all’attacco per tentare di superare il taglio.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA 12 ottobre 2017
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