Molinari: il no a Rio? I soldi non c’entrano

Di Isabella Calogero

A 24 ore dalla decisione di non prendere parte alle Olimpiadi, l’azzurro entra nei dettagli della sua scelta, legata solamente a motivi familiari

“Non sono come Rory McIlroy o Adam Scott: per me l’Olimpiade è importante e scegliere di non andarci è stata la decisione più difficile della mia carriera”. Ha iniziato così Francesco Molinari, davanti alla stampa, la  conferenza nella quale ha cercato di spiegare i reali motivi dietro la sua criticata e inaspettata rinuncia a Rio 2016.

“Non voglio giudicare le scelte degli altri, posso solo parlare per me – ha continuato- L’Olimpiade rappresentava un’esperienza a cui guardavo con curiosità e che desideravo fare. Ma recenti problemi di salute di mio figlio mi hanno convinto che era meglio non metterlo ulteriormente in pericolo con la mia trasferta e dunque ho preferito restare a casa”.

Il virus Zika dunque c’entra: “Sì, certo. Con mia moglie abbiamo il progetto di allargare ulteriormente la famiglia, ma soprattutto, dopo essermi consultato coi medici del Tour e averne scoperto di più, ho capito che era trasmissibile attraverso i fluidi corporei, come la saliva. E sinceramente non volevo mettere a repentaglio chi mi sta accanto”.

“Ho aspettato davvero fino all’ultimo -spiega Francesco- mi sono documentato, ci ho ragionato, poi dopo il torneo in Scozia, Matteo era diventato la prima scelta mondiale per Rio, per cui ho pensato che se non fossi andato io, sarebbe comunque entrato lui in tabellone e dunque la mia rinuncia sarebbe stata meno dannosa per il golf italiano e così ho fatto”.

“Capisco di non aver reso felici non solo il presidente Chimenti e il presidente Malagò, ma soprattutto tutti i tifosi, e capisco anche che in questa occasione il golf mondiale in generale stia mandando un brutto segnale, ma personalmente non ho rinunciato a Rio per la mancanza di montepremi, l’ho fatto per la famiglia. Per la stessa famiglia per la quale ho detto no ai soldi delle finali di Fed Ex del 2015. Quindi, no, non sono i motivi economici che mi smuovono. Gioco per  passione, non per i montepremi, ma stavolta ho dovuto fare un passo indietro”.

“Sui social – aggiunge- in questi giorni ho letto che sono l’ennesimo che si cancella dall’Olimpiade per questioni legate ai soldi. Ecco, ci tengo a ribadirlo: quello che viene descritto oggi online non sono io e vi assicuro che scegliere di non andare era la scelta più scomoda da prendere”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 13 luglio 2016
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