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Masters – I grandi a caccia di Spieth

Di Fulvio Golob

Dopo due partenze non ottimali, Tiger Woods e Rory McIlroy hanno dimostrato i numeri della loro grande classe. Ma forse solo Justin Rose e Phil Mickelson potranno mettere in dubbio il successo del 21enne di Dallas

McIlroy e Woods hanno segnato 68 (-4) colpi con un cammino praticamente parallelo. Il numero uno mondiale è uscito con un eagle e due bogey e Woods con identico “meno 4” dovuto a quattro birdie. Poi due birdie e due bogey per entrambi in un finale sofferto.

Ha detto Tiger: “Ho sbagliato un paio di corti putt e qualche altra occasione per rendere questo giro veramente speciale. Sto migliorando giorno per giorno, ho il pieno controllo del gioco, della distanza e dei colpi. Devo comunque tornare quanto prima ai livelli di qualche anno addietro e la strada è giusta Il Masters? E’ nelle mano di Spieth, dipende tutto da lui”.

Rose è partito con due bogey che ha recuperato con due birdie a metà strada. Si è scatenato nel finale e con cinque birdie per il 67 (-5) ha occupato in extremis la seconda piazza. Mickelson ha realizzato lo stesso score, anche lui con sette birdie e due bogey, ma ha perso qualche possibilità importante. Troppi par per Hoffman in avvio, quindi due errori pesanti alle buche 15 e 17 e seconda posizione persa, malgrado tre birdie (71, -1).

A pari merito (-6) con Woods e McIlroy, un terzetto formato da Kevin Na, Charley Hoffman e Dustin Johnson, unico degli inseguitori a girare sopra par (73) nella terza giornata. Per tutti dieci colpi di distanza da Spieth, che sembrano davvero troppi se il giovane fuoriclasse di Dallas non incontrerà una giornata davvero nera.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 12 aprile 2015
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