-->

Masters 1° giro: Spieth fa il Tiger

Di Andrea Vercelli

Alla sua seconda apparizione in carriera al Masters, il 21enne texano firma nel giro inaugurale del 79° Masters uno straordinario score in 64 colpi e prende la testa con tre colpi di vantaggio su Els, Day, Rose e Hoffman. Rory McIlroy chiude in 71 ed è 18°, Tiger Woods con 73 solo 41°

Tutti gli occhi erano puntati sul numero uno del mondo, Rory McIlroy, a caccia del primo Grande Slam in carriera, e sul grande rientro di Tiger Woods dopo due mesi di forzata inattività. Invece al termine del primo giro del 79° Masters a fare il vero fenomeno ecco Jordan Spieth, 21 anni ma una sicurezza da navigato veterano. Con un gioco solido e preciso, quasi incurante delle centinaia di insidie che le 18 buche di Augusta presentano, il texano ha firmato un score di 64, chiudendo la prima giornata in testa con ben tre colpi di vantaggio su un quartetto composto da Ernie Els, Justin Rose, Charley Hoffman e Jason Day. In tutto sono solo 18 i giocatori che hanno terminato il primo giro sotto il par dell’Augusta National Golf Club, tra questi anche l’intramontabile Tom Watson (71), con 65 anni il più anziano in campo in questa edizione. Il favoritissimo Rory McIlroy, a caccia del suo primo Grande Slam in carriera, non è andato oltre un 71 finale che gli vale al momento solo la 18esima posizione in classifica; non certo una partenza brillante la sua, forse anche schiacciato dall’enorme pressione del momento, ma il suo punteggio lo lascia comunque pienamente in gioco anche per le posizioni di vetta con ancora tre giri da disputare. Certo è che, se vorrà insidiare quelli davanti, dovrà certamente cambiare passo e fin dal secondo giro di venerdì.

Che a Jordan Spieth l’Augusta National piaccia parecchio lo si era intuito già alla sua prima apparizione dello scorso anno, dove ha addirittura sfiorato il successo da rookie, finendo secondo solo alle spalle di Bubba Watson. Il suo 64 finale di questo primo giro, un solo colpo in più del record del campo, parla chiaro: mai Spieth ha mostrato un segnale di debolezza; tee shot impeccabili e potenti, colpi al green ad attaccare anche le aste più complesse e un putt mai tirato con timore seppur davanti ai green più terribili in circolazione, insomma 18 buche assolutamente da incorniciare. “È certamente uno dei migliori giri che ho fatto in carriera – ha dichiarato subito al termine in sala stampa – ho iniziato bene e questa era la cosa più importante, soprattutto considerando la difficoltà di un torneo come questo in cui nulla è detto fino all’ultimo putt dell’ultima giornata”.

Anche Ernie Els, 45 anni e quattro major nel personale palmarés, alla sua 21esima apparizione al Masters, promuove a pieni voti Spieth. “Quello che ha fatto nel primo giro è straordinario – ha detto il sudafricano – a soli 21 anni è già un giocatore completo. Impossibile non pensare che vincerà moltissimi major in carriera uno così. È senza dubbio il migliore e più completo tra i giovanissimi campioni che sono arrivati ad alti livelli sul Tour. Possiede una tenacia sorprendente e un invidiabile spirito combattivo; in più è un ragazzo adorabile, è molto piacevole giocare con lui.”

Quanto fatto da Spieth ha messo addirittura in secondo piano anche l’attesissimo rientro del quattro volte vincitore del Masters Tiger Woods, che ha chiuso le prime 18 buche in 73, uno sopra il par, dando la sensazione fin dall’inizio di faticare moltissimo per rimanere aggrappato allo score e a un punteggio onorevole. La sua indubbia classe ha poi compensato alcune evidenti lacune ancora visibili nel suo attuale swing, con tee shot che spesso e volentieri lo hanno costretto a giocare recuperi da situazioni davvero delicate. Con due mesi di inattività alle spalle, Woods ha però mostrato segnali di recupero, soprattutto nel gioco corto che prima del suo stop forzato era drammaticamente sceso sotto livelli minimi accettabili per poter giocarsi alcune chance di successo.

L’ultima volta che un giocatore ha preso la testa del Masters da solo al termine del primo giro e poi lo ha vinto risale addirittura al 1984 con Ben Crenshaw. Anche Tevor Immelman, vincitore nel 2008, chiuse in testa quell’anno il primo giro ma a parimerito. Segnale inequivocabile che già a partire dal secondo giro l’Augusta è in grado di capovolgere anche le certezze più granitiche. A Jordan Spieth il compito di smentire una delle più solide tradizioni del Masters.

Cliccate sul link di seguito per il leaderborad completo: The Masters

© RIPRODUZIONE RISERVATA 09 aprile 2015
Tags
Ultimi articoli