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La dieta di Tiger

Di Isabella Calogero

A un mese dal ritorno in campo l’ex dominatore
del golf mondiale fa parlare di sé addetti ai lavori
e appassionati presenti all’Open d’Italia

Rimbalzano tra uno stand e l’altro dell’Open d’Italia in quel del Golf di Milano notizie e ansie relative al ritorno imminente in campo di Tiger Woods.
Come è noto, l’ex numero 1 del mondo dovrebbe tornare alle gare il 13 ottobre in occasione del Safeway Classic, primo appuntamento della stagione 2016/2017 del Pga Tour.
Pettegolezzi del circuito sempre più pressanti che però per ora non trovano conferma lo vorrebbero come quarta pick del capitano americano di Ryder Cup, Davis Love. Mai dire mai quando si tratta di Tiger e soprattutto mai dire mai quando si tratta di verticalizzare gli introiti mediatici di un evento dalla portata economica massiccia come una Ryder.
Per ora i tam tam dell’Open d’Italia danno per certa una sola cosa: Tiger ha perso 8 chili di massa. I muscoli sarebbero meno pompati, ma più dinamici e funzionali al gioco del golf. Che cosa comporta tutto questo? Innanzi tutto un’importante prevenzione nei confronti di possibili futuri infortuni, quindi un maggiore “core stability” e un’incrementata elasticità e una maggiore resistenza alle 72 buche.
Al cambiamento fisico va aggiunto un cambiamento tecnico importante, con un driver dallo shaft accorciato e più upright in modo da allontanare il fulcro dello swing dalla malandata zona lombare. Lo stesso swing pare più corto nel back e con una minor attivazione della leva dei polsi.
C’è quindi il capitolo materiali, con la Nike, l’azienda da anni legata al Fenomeno, che si dice ne abbia ritardato il ritorno in campo per obbligarlo a testare a ripetizione i nuovi bastoni. Per dire: quando si trattò di rimpiazzare il magico ferro 2 di un giovane Woods, la Nike dovette mettergli a disposizione ventitré prototipi prima di trovare il bastone giusto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 15 settembre 2016
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