Spieth: più che la FedEx, voglio la Ryder

Di Isabella Calogero

Brucia ancora sulla pelle dell’ex n.1 del mondo la sconfitta di due anni fa in Scozia, ma è certo che stavolta la coppa sarà americana

Innanzi tutto, Jordan, come sta?

“Non sono andato a Rio per le Olimipiadi, per cui mi sento riposato, al 100%. Fisicamente mi sento bene e il mio gioco sta iniziando a girare nel verso giusto, come è successo a Indianapolis: sono vicinissimo alla vittoria”.

È stata una stagione molto dura: in vista di questo finale, ha modificato qualcosa nella sua programmazione?

“Sinceramente no. Ho organizzato la mia annata al fine di darmi la chance di vincere ogni torneo a cui partecipavo e di arrivare al top della forma alla Ryder, perché il tuo scopo comunque è arrivare al massimo per quell’appuntamento. Gli unici cambiamenti al mio programma li ho fatti negli ultimi giorni, perché sono andato ad Hazeltine per due giri di prova e quindi sono arrivato qui ad Atlanta solo di martedi, mentre lo scorso anno ero arrivato un giorno prima”.

Durante la stagione ha pensato molto alla Ryder?

“No, sinceramente no. Cioè, ci sono un sacco di colpi che tiri durante l’anno e non è che quando ne fai uno alla grande ragioni sul fatto che sì, questo mi porterà un sacco di punti per il team. Ho sempre e solo pensato che la Ryder Cup era un mio target imprescindibile per il 2016. E che volevo vincerla”.

È stata dura due anni fa?

“Durissima. Lo ammetto: alla domenica sera, abbiamo cenato tutti insieme, ma poi, sul volo di rientro, avevo come una sensazione di vuoto. Ecco: non la voglio più provare. Piuttosto voglio festeggiare come hanno fatto gli europei: voglio stappare champagne dal balcone, voglio celebrare la vittoria. Questa volta abbiamo un team fantastico e a me piace da matti farne parte”.

Tra la vittoria nella FeEX e la Ryder, cosa sceglierebbe?

“Wow! È dura! Beh, direi la Ryder, perché è una coppa che non ho ancora vinto. Ma prima o poi sono sicuro che ce la farò. Anche se vincere la FedEx è più complicato, perché in Ryder puoi anche non giocare al tuo meglio ma mascherarti dietro la squadra e vincere lo stesso. In FedEx questo non è possibile.”

Mi diceva della pratica fatta ad Hazeltine nei giorni scorsi…

“Si, io e Jimmy Walker abbiamo giocato lì domenica: sulle seconde si sono uniti Davis Love e Stricker, che poi si è collegato al telefono per mezz’ora con Tiger. Ehi, a proposito: Tiger sta facendo un lavoro pazzesco per la squadra. Per cena poi sono arrivati anche Butch Harmon con il figlio Claude. Abbiamo ovviamente parlato di Ryder. La mattina dopo, lunedì, c’erano anche Phil, Rickie e Brandt. E loro tre hanno giocato insieme a Jimmy, perché i ragazzi di Butch vogliono allenarsi insieme e Phil probabilmente sarà in doppio insieme a un paio di loro.”

Che ne pensa della sua stagione fino ad ora?

“È stata buona, tutto sommato. Certo ho mancato un major, ma penso che avrò altre chance in futuro. In passato ho imparato dagli errori, lo farò anche stavolta. La verità è che ho fatto soprattutto sbagli nell’approcciarmi alla nuova stagione, ma, insomma, è solo il mio quarto anno sul Tour e devo ancora imparare molto. Non cerco scuse, ma i miei coetanei stanno uscendo ora dal college e sono alla ricerca del loro primo lavoro, per cui capitemi: questo tipo di vita non è propriamente semplice per uno che è così giovane come me. Ma so che continuerò a imparare e diventerò più saggio nel mio modo di approcciare le cose e anche più paziente”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 22 settembre 2016
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