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Al Marco Simone, incontro dell’AIGG con il team Ryder Cup 2022

Di Fulvio Golob

Di fronte ai numerosi soci dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti, Franco Chimenti, Lavinia Biagiotti, Gian Paolo Montali e Renato Paratore hanno parlato dei grandi cambiamenti in atto al Marco Simone e, in prospettiva, nel golf italiano

In un’affollatissima sala conferenze del Marco Simone, gremita con i soci dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti presenti per la seconda gara del loro calendario annuale, sono andati in scena i dati del percorso dopo il fatidico annuncio dell’assegnazione della Ryder Cup. Soprattutto quelli sulle giovani leve. In sala sfilano Flavia Minozzi, Jacopo Fertuzzi, Andreina Pupa D’Angelo, Alessandra Fanali e Barbara Morin, queste ultime due vincitrici del primo e terzo premio lordo alla Coppa d’Oro Città di Roma e Jacopo Albertoni, arrivato in semifinale nel Campionato internazionale di Francia Under 18. Applausi per gli altri campioni in erba del Marco Simone, Giulia e Matteo Santopadre e Alessio Scaramastra. “Questo è il nostro futuro su cui stiamo investendo – dice Lavinia Biagiotti Cigna – abbiamo vinto l’assegnazione della Ryder per i ragazzi e ora tutto da noi sta cambiando. I tesserati sono cresciuti dell’8,6% nel periodo 2014/2015 e del 14,4% nel 2015/2016. Le quote family segnano un + 56,8%, l’età media oramai è al di sotto dei 50 anni d’età (pur avendo mantenuto tutti i soci precedenti), e le donne rappresentano ora il 25,5% dei tesserati. Alla notizia dell’assegnazione della Ryder Cup, il 14 dicembre 2015, abbiamo avuto 80.000 contatti sul nostro sito e in generale sui social siamo cresciuti del 30,55%. E’ un grande segno per il golf romano e italiano in generale”.

In prima fila siede il campione diciannovenne Renato Paratore, n.2 italiano. Il direttore Ryder Cup Italia Gian Paolo Montali, assieme al vice presidente del club Lavinia Biagiotti Cigna e al presidente Fig Franco Chimenti, ha sottolineato come il futuro del golf italiano, in vista della Ryder Cup 2022, vada ripensato in senso organizzativo. “Vengo da altre discipline sportive – dice Montali – e sono abituato a darmi delle tappe precise. Dobbiamo fare in modo che i giovani italiani diventino delle icone. E per realizzate questo obiettivo sto lavorando e studiando tantissimo”. “Attualmente i nostri giocatori non mi piacciono, non sono sufficientemente competitivi – aggiunge Chimenti – in tutto il mondo c’è una grande aspettativa per la Ryder Cup italiana e il nostro Paese è stato scelto perché gli viene attribuita una capacità di crescita straordinaria in termini golfistici”.

Chimenti sottolinea in ogni caso come gli appunti non riguardino Paratore. Ma gli italiani ce la faranno a giocare la Ryder Cup? “Farò del mio meglio per partecipare: per ora sto per partire per la Spagna. Cercherò di giocare bene il Tour Europeo”, dice il campione romano poco prima di effettuare il primo simbolico tiro d’inizio della gara organizzata al club dall’Associazione italiana giornalisti golfisti. Manifestazione che ha aperto questa mattina la grande stagione golfistica del percorso di Laura e Lavinia Biagiotti.

In calendario al Marco Simone, tra aprile, maggio e giugno, le gare Volvo, Golf Forense, Porsche, Barclays, Bmw, Algida e Pommery.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 01 aprile 2016
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